BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ASTRONOMIA/ Quella pesante “assenza” nell’infinito della Hack

Pubblicazione:

Foto: Ansa  Foto: Ansa

L’esempio più lampante lo offre lei stessa nella penultima frase del libro: “Mi si permetta un’osservazione provocatoria: Dio dovrebbe essere contento che i suoi figli, fatti a sua immagine e somiglianza, si avvicinino sempre più ai segreti della sua Creazione.” La scienziata, evidentemente senza saperlo, sta parafrasando nella sua “provocazione” il pensiero di Tommaso d’Aquino ove, nella Summa contra Gentiles (Libro I, Cap. 7), dimostra l’impossibilità di ogni contrasto tra conoscenza razionale della realtà e conoscenza per fede, per la evidente verità  teologica che il Creatore non può mai trarre in inganno i suoi figli.
Speriamo che l’aver inconsapevolmente citato il Doctor Angelicus non turbi il sonno alla scienziata atea: nessuno vuol negare che in epoche passate il limpido pensiero “scientifico” di Tommaso e del suo maestro Alberto Magno sia stato dimenticato o travisato (vedi il caso Galileo), ma oggi la situazione è diversa e la sua affermazione suona datata e dimostra come ci sia la necessità di riportare il confronto tra ateismo e scelta di fede ad un livello più informato e meno superficiale.
A onor del vero, nelle conclusioni, la Hack ammette che oggi la Chiesa non contrasta più la ricerca scientifica a-biologica e sembra ammettere che riguardo alla fede siamo di fronte ad una scelta personale in quanto “… tanto il credente che il non credente non possono dimostrare scientificamente l’esistenza o la non esistenza di Dio, si tratta in ambedue i casi di fede, di risposta a bisogni personali diversi”. Sembrerebbe un radicale cambiamento nel pensiero della Hack, se paragonato a quanto da lei espresso in molte interviste, anche recenti.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >