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ASTRONOMIA/ Quella pesante “assenza” nell’infinito della Hack

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Dopo poche righe però l’ordine viene ristabilito: “Chi non accetta la fede, e quindi non accetta la mediazione col mistero della vita di nessuna casta, ritiene che credere in Dio sia un modo infantile di spiegare tutto ciò a cui la scienza non è in grado di dare risposte …”. Scelte di fede non equivalenti, quindi: la fede nella sola ragione, quest’ultima generata autonomamente dall’evoluzione della materia, è superiore all’infantile e retrograda credenza in Dio. Infatti – afferma l’autrice nella lapidaria frase che conclude il libro – “Non potranno mai esserci limiti alla conoscenza, perché non si potrà mai limitare la curiosità della mente. E solo quando riusciremo a creare esseri viventi potremo dire di aver capito veramente che cos’è la vita”.
Viene spontaneo chiedere a Margherita: quando saremo riusciti nell’intento, quell’esserino che avremo “creato” (o meglio “assemblato”), sarà in grado di amare? Saprà sorridere e piangere chiedendo conforto? Sarà in grado di decidere autonomamente ciò che è bene e ciò che è male, in maniera imprevedibile rispetto al software che gli è stato bootstrappato nel cervello dal suo assemblatore?
Questa tua frase, Margherita, fa risaltare una “assenza” che si percepisce via via leggendo il tuo libro ed esplode tristemente nel finale: nel “tuo infinito” non c’è spazio per l’amore. Eppure l’amore tu lo conosci e lo riconosci: ami le tue stelle e l’universo, ami con profondità discreta la tua famiglia, ami i tuoi libri, trasferisci con amore e generosità ciò che sai al tuo pubblico (ti ho visto ripetere una conferenza per due volte di seguito perché la sala non riusciva a contenere tutti i convenuti), ami i tuoi gatti e la natura tutta e riconosci il valore etico dell’essenza dell’annuncio cristiano “ama il prossimo tuo come te stesso”.
Se tu avessi il coraggio di sollevare il lembo del velo d’amore che ci (e ti) ricopre, scopriresti che il Dio di cui neghi l’esistenza non è affatto il vecchio severo che attende impassibile in cielo di premiare i buoni e castigare i cattivi: è molto più vicino, qui ed ora.



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