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ESCHERICHIA COLI/ Lazzarin (San Raffaele): il batterio killer? Dalla Germania non valicherà le Alpi

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Cos’è accaduto? «La catena alimentare - continua - ha delle regole. E’ ipotizzabile che qualcosa non sia stato rispettato. E’ possibile che quelle mense siano un indicatore sensibile di un evento epidemico che è stato generato sul territorio. Ma da sole non bastano a spiegare tutti i 400 casi. E’ realistico credere, quindi, che ad esempio, alimenti contaminati diffusi sul piano nazionale siano stati mangiati in grande quantità nelle mense aziendali ma anche altrove, e che singole persone contaminate abbiano, poi, diffuso il germe in famiglia».

Il batterio fa parte di un ceppo diverso dagli altri. «L'Escherichia coli – prosegue Lazzarin - è un contaminante abituale dell’intestino; quello di cui stiamo parlando rappresenta una specie particolare in cui il meccanismo patogenetico dà poca sintomatologia – mal di pancia o febbre – ma emorragie intestinali molto gravi». In alcuni casi, come quelli delle tre persone che hanno perso la vita, «può dare origine alla sindrome emolitica-uremica legata alla produzione di tossine che vengono mandate in circolo in maniera extraintestinale». L’Italia, in ogni caso, non sarebbe a rischio epidemia.

«Fortunatamente non sembra una di quelle forme che hanno acquisito resistenza nei confronti degli antimicrobici che vengono abitualmente usati. Non c’è da temere una diffusione di questo germe dalla Germania all’Italia». Poco temibile perché difficilmente verificabile, è anche la diffusione da persona a persona: «il passaggio del batterio, in questi casi, avviene con le stesse modalità del cibo, ovvero per via oro-fecale». A scanso di equivoci, per stare tranquilli al di là di ogni ragionevole dubbio, «l’igiene – conclude - è in grado di salvare da qualunque epidemia. Non sono necessarie quarantene o particolari profilassi antimicrobiche. Basta stare attenti ai cibi che giungono da quelle terre e cuocerli o lavarli bene».

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COMMENTI
26/05/2011 - E.coli entero-emorragico (Mirella Pontello)

Da igienista mi permetto qualche osservazione sull'evento che ha allarmato la Germania. Certamente le infezioni entero-emorragiche da E.coli e la grave complicanza (5% dei casi totali) sono ben conosciute dagli anni '80 del secolo scorso, tuttavia eventi epidemici di queste dimensioni sono rari. E'quindi importante che l'inchiesta epidemiologica possa ricostruire la catena del contagio, che venga cioè identificato l'alimento veicolo e gli eventuali errori lungo la filiera alimentare, come pure può essere utile distinguere eventuali casi secondari riferibili a modalità di trasmissione uomo-uomo. La Letteratura scientifica documenta che il serbatoio è rappresentato dagli animali, soprattutto dai bovini, e che, di conseguenza, sono più frequentemente implicati alimenti di origine animale (la malattia era inizialmente nota come "hamburger disease"). Nel caso specifico della Germania, si tratta di un'epidemia insorta nella comunità aperta in soggetti che difficilmente hanno avuto momenti comuni di esposizione al contagio; si può presumere che sia in gioco un alimento ad ampia distribuzione sul mercato, che sia stato consumato crudo o poco cotto in quanto il trattamento termico elimina il pericolo; diversamente da altre malattie a trasmissione alimentare non è necessaria l'ingestione di alte cariche batteriche per avere la malattia nell'uomo. La prevenzione non può essere affidata alle pratiche igieniche personali (lavarsi le mani),ma ai sistemi di controllo "from fark to fork".