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AMBIENTE/ Il "fantasma" della desertificazione mette a rischio anche l’Italia

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La desertificazione è un rischio anche per l'Italia  La desertificazione è un rischio anche per l'Italia

Il volume propone un ampio approfondimento sulle principali componenti del processo di desertificazione. In primo luogo il suolo, con i vari elementi che ne determinano il degrado, gli strumenti per analizzarlo e le linee per efficaci azioni di protezione. Poi il clima, la cui incidenza è documentata da una serie di banche dati e da una nutrita galleria di indicatori e di cartografie a livello nazionale.

Peraltro, il tema desertificazione sembrerebbe lontano dalla situazione italiana. Gli studi riportati nel volume mostrano invece che si tratta di un problema da non sottovalutare: è stato calcolato che circa il 30% del territorio italiano ha caratteristiche tali da renderlo predisposto al rischio desertificazione. Il processo è piuttosto evidente nelle regioni meridionali e nelle grandi isole, ma potrebbe intensificarsi se non verranno adottate “misure idonee a contenere in modo preciso la progressiva perdita, quasi ovunque irreversibile, di sostanza organica del terreno o il degrado del suolo”.

Come si può intuire, sono molti i motivi di interesse di un’opera il cui intento è quello di informare, documentare e offrire strumenti di approfondimento; e ciò viene realizzato in una modalità innovativa, cioè non superficiale ma al tempo stesso accessibile anche a un pubblico non specialista. Un volume così può diventare uno strumento valido per diversi segmenti di operatori: pensiamo alle varie tipologie di amministratori e gestori dei servizi e dei sistemi di pubblica utilità, o a chi è impegnato in vario modo in azioni educative.

E proprio l’accenno all’educazione segnala l’obiettivo ancor più alto dell’intera opera: quello di contribuire a “far maturare un atteggiamento di profondo rispetto nei confronti della natura, compresa, ovviamente, quella umana”. Il che produce ricadute molto concrete e incisive sul sistema ambientale:  «Si usa dire, ritengo in modo appropriato, che il metodo si lettura della realtà discenda dall’educazione nella quale siamo stati formati, da cui prende forma il comportamento del singolo, troppo spesso incapace di esprimere valutazioni critiche nei confronti della realtà fenomenica della natura».



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