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MEDICINA/ L’ossigeno risolve il "giallo" delle apnee notturne

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Dormire, lo sappiamo bene, non è solo un modo per riposare il corpo, ma anche l’unico metodo che abbiamo per non sovraffaticare il nostro cervello. Il requisito fondamentale, però, è dormire bene. Quante volte ci siamo alzati la mattina mentalmente più spossati di quando ci siamo coricati? Spesso la ragione, soprattutto in estate, la attribuiamo al caldo o alla cena troppo pesante. In alcuni casi, però, il fastidio può essere continuo. Un fastidio alle volte silenzioso ma che, dati alla mano, è in grado di causare dei veri e propri deficit cognitivi.

Questo è il caso delle persone che soffrono di apnee notturne ostruttive. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista American Journal of Resipratory and Critical Care Medicine, opera di un team in cui figurano anche i ricercatori dell’Ospedale San Raffaele di Milano, chi soffre di apnee notturne ha delle modificazioni strutturali a livello del cervello con conseguenti possibili deficit cognitivi. La ricerca apre, però, una speranza: utilizzando un particolare trattamento che prevede la somministrazione di ossigeno è possibile curare il danno.

La caratteristica principale delle apnee ostruttive è il temporaneo arresto del respiro, che può durare anche molti secondi, mentre la persona è comodamente nel letto a dormire. Questo genere di disturbo è conseguenza di diversi fattori come il sovrappeso, la conformazione del palato e la deviazione del setto nasale. Quando si dorme la muscolatura delle vie aeree si rilassa causando l’avvicinamento delle pareti che rivestono il canale dove passa l’aria che respiriamo.

L’avvicinamento non è dannoso, ma, se associato ai difetti elencati precedentemente, può raggiungere un livello tale da far letteralmente attaccare tra loro le pareti causando la temporanea ostruzione. Nel mondo si stima che circa il 2% delle donne e il 4% degli uomini soffra di questo disturbo. Percentuale che sopra i 40 anni raggiunge il 15%.



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COMMENTI
01/06/2011 - Nel mio caso... (Francesco Giuseppe Pianori)

Nel mio caso il miglioramento si è reso evidente usando un accorgimento semplice: dormire con la finestra aperta in modo opportuno...