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BIOLOGIA/ Quando il segnale viaggia nel nanotubo

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Modello di nanotubo  Modello di nanotubo

Si sa già che i segnali elettrici sono coinvolti in questo processo: si tratta ora di capire se anche queste strutture tubolari hanno un ruolo.
Naturalmente, la prospettiva più stimolante è quella che si rivolge al comportamento delle cellule cerebrali. Il nostro cervello, si sa, è l’organo più implicato di ogni altro nella elaborazione di segnali elettrici; se si scoprisse che anche nelle cellule del cervello è presente questo meccanismo di tunnelling cellulare, si aprirebbero nuovi scenari nella comprensione dell’attività cerebrale. Le strutture finora identificate per questo, cioè le sinapsi e i dentriti, sono molto diversi dai nanotubi. 
Ecco allora delineate le linee di una nuova ricerca che gli scienziati di Bergen hanno intrapreso col progetto "Cell-to-cell communication: mechanism of tunnelling nanotube formation and function": con esso puntano decisamente a studiare se e come i nano tubi agiscono nelle cellule cerebrali. Gerdes, in particolare, ha avviato ricerche anche presso il celebre EMBL (European Molecular Biology Laboratory) a Heidelberg (Germania); lì studierà le connessioni elettriche in vivo per tentare di scoprire come funziona il meccanismo dei nanotubi nei soggetti viventi. Potrebbero derivarne importanti avanzamenti nelle nostre conoscenze di quelle malattie che insorgono quando i processi cellulari non si svolgono correttamente.

(Michele Orioli)



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