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PROTAGONISTI/ Ricordo di Carlo Felice Manara: “matematica, cultura per tutti”

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Carlo Felice Manara, professore emerito dell’Università degli Studi di Milano e studioso di Geometria, di Economia matematica, di Storia e Filosofia della Matematica, di Pedagogia e Didattica della Matematica, di Logica è morto a Milano giovedì 4 maggio, all’età di 95 anni. 

Abbiamo chiesto a Gabriele Lucchini, che lo ebbe come relatore della tesi di laurea e collaborò con lui in scritti e varie attività, di scrivercene un breve ricordo. 

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Conobbi Carlo Felice Manara nel novembre del 1959, quando lui tornò a insegnare all’Università degli di Studi di Milano (dopo essere stato a Modena e a Pavia) e io ero al terzo anno di corso di laurea; l’averlo come relatore della tesi di laurea fu per me molto importante, perché lui ebbe un ruolo determinante nel mio dedicarmi alla matematica in università e perché fu per me un maestro, col quale ebbi occasione di collaborare in scritti e in attività e di avere intensi rapporti non soltanto professionali ma anche umani, che ci portarono a constatare varie affinità, con qualche divergenza.

Qui, ovviamente, si tratta non tanto di dare elementi di confronto a chi ha conosciuto Carlo Felice Manara, soprattutto se ha avuto modo di frequentarlo superando i rapporti formali, quanto di richiamarlo da un lato al ricordo di chi lo ha incontrato come studioso, come docente universitario (anche nell’Università Cattolica del Sacro Cuore), come autore di testi (per corsi universitari e per altre iniziative) e di libri e di articoli, e di segnalarne l’esemplare figura culturale e umana a chi, come spesso avviene, ha modo soltanto in occasione della loro morte di avere informazioni su persone che hanno dedicato la vita alla ricerca, all’insegnamento, alla elaborazione culturale e, come nel caso di Carlo Felice Manara, alla famiglia, agli amici e agli allievi, a contributi al bene comune, anche conseguendone vari e significativi riconoscimenti dell’impegno e della qualità dei contributi.



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