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PROTAGONISTI/ Ricordo di Carlo Felice Manara: “matematica, cultura per tutti”

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Carlo Felice Manara, oltre a essere stato nominato professore emerito dell’Università degli Studi di Milano, fu Socio dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena, Membro dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, Membro dell’Académie Internationale de Philosophie de Sciences di Bruxelles, Preside della Facoltà di Scienze a Modena e a Milano, Membro dei Comitati Ordinatori della Facoltà di Scienze dell’Università della Calabria e dell’Università Cattolica, ricevette la Medaglia d’oro di Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte e la Laurea honoris Causa in Filosofia dall’Università Cattolica, fece parte del Consiglio Direttivo dell’IRRSAE Lombardi, fu dal 1959 al 1969 direttore del “Periodico di Matematiche” (in collaborazione con Modesto Dedò), … 

Gli interessati possono trovare in internet non soltanto varie informazioni sulla sua figura, ma anche testi leggibili da non specialisti e, in particolare, il libro “Momenti del pensiero matematico” negli e-books del sito della Biblioteca matematica dell’Università degli Studi di Milano. 

Dalla prefazione di questo libro riporto due citazioni che documentano un aspetto a mio parere importante del suo operare per la conoscenza della matematica come cultura per tutti.

«Si incontrano abbastanza frequentemente persone, anche colte ed intelligenti, che professano una decisa avversione per la matematica e che ostentano la loro ignoranza di questa scienza. Tale atteggiamento suscita spesso, in coloro che si dedicano alla matematica, il desiderio di farne comprendere lo spirito, e questo obiettivo si presenta talora come più importante di quello di insegnare risultati specifici o teorie, in forma sistematica oppure episodica». […]

«Vorremmo inoltre sostenere l’importanza del ruolo culturale della matematica; non accettiamo infatti che questa scienza sia confinata nel ghetto delle materie prettamente strumentali, assegnandole il livello di una tecnica (forse anche molto raffinata) che non si può non insegnare perché è molto importante per le applicazioni, ma che non ha nulla da dire sulla formazione dell'uomo. Siamo invece convinti che la matematica abbia un suo posto insostituibile in questa formazione,  perché educa alla analisi critica dei concetti, alla astrazione, alla deduzione rigorosa ed anche alla umiltà intellettuale».



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