BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMBIENTE/ Patrick Moore (Greenspirit): con la ragione, contro l’ecologia del “no”

Pubblicazione:

Un paesaggio naturale (Foto: IMAGOECONOMICA)  Un paesaggio naturale (Foto: IMAGOECONOMICA)
<< Prima pagina

Nei suoi ultimi anni di militanza Moore aveva capito che bisognava andare “oltre il puro attivismo ambientale” e si era battuto per promuovere campagne improntate al concetto di sviluppo sostenibile: «Ma, malgrado i miei sforzi, a metà degli anni Ottanta il movimento volse le spalle alla scienza e alla logica, e ciò proprio mentre la società si appropriava dei temi più ragionevoli del nostro programma ambientale».

La rottura è stata netta e irreversibile. Anche se ammette che “lasciare Greenpeace non è stato facile”; è stato soprattutto il suo schieramento pro nucleare e pro OGM che ha suscitato reazioni pesanti e umanamente difficili da sopportare. C’è da dire che anche dopo il disastro di Fukushima, Moore resta convinto della sua opzione a favore delle centrali nucleari: osserva infatti che benché ci siano stati gravissimi e catastrofici incidenti a centrali idroelettriche (ad esempio in Cina) o a impianti chimici, non per questo ci si schiera contro quel tipo di centrali o quel settore industriale.

L’uscita da Greenpeace non ha comunque ridotto il suo impegno in difesa dell’ambiente, come dimostra ampiamente il libro appena uscito e l’intensa attività svolta attraverso l’associazione Greenspirit, che ha fondato allo scopo di promuovere un ambientalismo che non veda l’uomo come “un errore dell’evoluzione” e non assecondi la “scellerata tendenza a dipingere la specie umana come una disgrazia per la Terra”; e che gli permetta di andare “in cerca di soluzioni più che di problemi”.

Per questo nei suoi numerosi incontri pubblici propone, come ha fatto energicamente a Milano, anzitutto un’azione educativa: «Bisogna educare le giovani generazioni al pensiero critico. A partire dall’attenzione e precisione del linguaggio. È facile purtroppo trasformare un ‘potrebbe’ in un ‘può’ e quindi dare per assodati comportamenti della natura che sono solo possibilità. Come pure è abitudine di molta propaganda ambientalista scambiare quello che è solo un nesso (ad esempio tra un’attività umana e un parametro ambientale) in un legame di causa-effetto». Molti bambini imparano presto a condannare la CO2considerandola un micidiale inquinante,  senza sapere che quest’ultimo non è un termine propriamente scientifico e soprattutto senza prendere coscienza che la CO2 è la sostanza più importante per la vita, che il ciclo del carbonio è essenziale per assicurare lo sviluppo degli organismi viventi.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >