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AMBIENTE/ Patrick Moore (Greenspirit): con la ragione, contro l’ecologia del “no”

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Un paesaggio naturale (Foto: IMAGOECONOMICA)  Un paesaggio naturale (Foto: IMAGOECONOMICA)
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Forte del suo dottorato in ecologia all’università della Columbia Britannica, Moore ha sempre sostenuto un ambientalismo che poggi su solide basi scientifiche e ora lavora per “individuare il giusto equilibrio”, raccogliendo quella considera la vera sfida per l’ambientalismo cioè «inserire nel tessuto economico-sociale della nostra cultura i valori ambientali che avevamo contribuito a creare» e ciò «senza mettere a repentaglio l’economia e, insieme, in modi socialmente accettabili».

A volte questo può significare fare scelte coraggiose, ad esempio in campo energetico, che sappiano fare i conti con le condizioni e i costi reali e con tutti gli elementi in gioco. Se gli chiedete cosa ne pensa delle energie rinnovabili, dirà anzitutto che bisogna guardarsi dal considerarle come “moralmente superiori” e che non va sottovalutata la fondamentale differenza tra fonti continue e fonti intermittenti, come il Sole e il vento. Queste, in attesa di adeguate tecniche di immagazzinamento, restano economicamente troppo svantaggiose e insistere su di esse in  modo esclusivo porta più svantaggi che vantaggi; meglio investire sulle fonti pulite ad alta resa e larga scala, come idroelettrico, geotermia, nucleare. Purtroppo, conclude ribadendo quanto aveva affermato qualche anno fa in un’intervista al New York Times,«il movimento ambientalista, con le sue posizioni intransigenti, è diventato il principale impedimento al contenimento delle emissioni di gas da fonti fossili».



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