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MARE/ Tutti a vedere il BIG ONE! Ma non è un terremoto

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Festa della Marineria  Festa della Marineria

La prossima settimana, dal 16 al 19 giugno, si svolgerà a La Spezia la Festa della Marineria, la principale manifestazione italiana dedicata al mare e alla cultura marinara che propone un articolato programma di incontri e di eventi con le eccellenze della tradizione marinara, della vela, dello sport, della ricerca marina, delle costruzioni e con i Centri di Ricerca come l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il CSSN (Centro di Supporto e Sperimentazione Navale), il CNR,l’ ENEA che daranno la possibilità di conoscere come funziona la ricerca scientifica in mare: sarà infatti possibile ammirare alcune delle navi che i Centri di Ricerca utilizzano per le loro campagne di studi, come il Big One dell’INGV. Di questo abbiamo parlato con Cosmo Carmisciano, Primo Tecnologo dell’l’INGV e responsabile dell'Unità “Geofisica e Tecnologie Marine” della sede di Portovenere.

Quali sono le principali attività dell’Unità Geofisica e Tecnologie Marine?


Gli studi dell’Unità dell’INGV si rivolgono principalmente ai così detti campi di potenziale, sia magnetico che gravimetrico. In particolare, le anomalie del campo magnetico terrestre e di quello gravitazionale,  possono essere applicate a diversi contesti dello studio della Terra; a solo titolo di esempio possiamo citare: l’esplorazione petrolifera e mineraria, l’archeologia marina condotta con metodi geofisici, la salvaguardia dell’ambiente sottomarino, la security portuale e, soprattutto, il monitoraggio di aree attive sotto il profilo sismico e vulcanico. Infatti, la caratterizzazione dei segnali gravimetrici, magnetici ed elettromagnetici, può essere un utile strumento sia per migliorare il monitoraggio dei vulcani attivi e delle aree sismogenetiche che per approfondire la comprensione dei meccanismi che li producono. Recentemente, le aree da noi più studiate sono state: il Golfo di Napoli, i vulcani sottomarini del Mar Tirreno (ricordiamo qui il Marsili, il Vavilov, il Palinuro …), le Isole Eolie e l’area etnea.
Per meglio comprendere la natura dei nostri studi, possiamo citare quello relativo al vulcano sottomarino Marsili (v. scheda a fianco) che ha avuto recentemente una notevole attenzione da parte dei media e dell’opinione pubblica.

Per le vostre ricerche è necessaria una particolare strumentazione?


Recentemente l’Unità INGV di Portovenere sta incrementando in modo significativo le dotazioni strumentali gravimetriche e magnetometriche utilizzabili in ambito marino.
In particolare, per la magnetometria marina, ci siamo dotati dapprima di un magnetometro a effetto Overhauser, il SeaSpy della Marine Magnetics. Si tratta di uno strumento molto sensibile, leggero e maneggevole che può essere ‘filato’ a poppa anche di una piccola imbarcazione. Consente di effettuare survey di superficie oppure, opportunamente collegato ad un side scan sonar, può essere fatto navigare in prossimità del fondo marino, raffinando così la misura, avvicinandosi notevolmente alla possibile sorgente di anomalia magnetica. Il suo impiego principale è finalizzato a  rilievi a carattere geologico strutturale e quindi per survey piuttosto estesi.

Ad esempio?




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