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MARE/ Tutti a vedere il BIG ONE! Ma non è un terremoto

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Festa della Marineria  Festa della Marineria

Nel 2007 è stato avviato il Programma PROBA, per la caratterizzazione e la bonifica da ordigni bellici ai fini del risanamento ambientale del Basso Adriatico. L’obiettivo è la bonifica dei residuati bellici presenti sui fondali marini delle aree portuali e costiere dell’Adriatico pugliese. I partner del progetto sono: l’ISPRA (ex ICRAM), che ha il ruolo di referente delle attività tecnico-scientifiche, il NURC, ovvero il NATO Undersea Research Centre che ha messo a punto negli ultimi anni l’impiego allo scopo di un Autonomous Underwater Vehicle (AUV) e ha notevoli competenze in acustica sottomarina, l’INGV e l’Istituto Idrografico della Marina (IIM) che hanno expertise nel settore delle indagini geomorfologiche (batimetriche e di prospezione magnetica) in aree caratterizzate da elevato noise magnetico antropico.
I nostri ricercatori sono stati impegnati nell’attività di campagna fin dal 2008. È stata questa l’occasione per un ulteriore investimento tecnologico ad opera dell’INGV: il magneto-gradiometro SeaQuest. Infatti, grazie a questa nuova dotazione strumentale, e, attraverso l’integrazione delle metodiche utilizzate (magnetiche, acustiche, batimetriche di dettaglio, ecc.) sono stati individuati ben 513 residuati bellici nel Porto di Molfetta e 172 nella zona di Torre Gavetone. Contestualmente, è stata programmata da INGV l’acquisizione dell’imbarcazione BIG ONE per compendiare questa tipologia di rilievi.

Come funziona il SeaQuest?


Il SeaQuest è un magneto-gradiometro dotato di tre sensori che lavorano spazialmente in maniera differenziale lungo i tre assi e questo consente di ottenere una notevole precisione nei rilievi anche in un ambienti caratterizzati da elevato noise magnetico, quale appunto quello dei porti. Inoltre, un’antenna GPS montata sulla struttura dello strumento, consente di georeferenziare, con maggiore precisione, il punto di misura. Anche questo strumento si basa sul principio della precessione elettronica.

E per quanto concerne la gravimetria?


La nostra sede di Portovenere ha di recente revisionato e  aggiornato, anche grazie alla collaborazione con Tecnomare (società del gruppo Eni), un gravimetro della LaCoste & Romberg per misure puntuali sul fondo sottomarino in dotazione ai colleghi INGV dell’Osservatorio Vesuviano. Grazie a questa disponibilità, siamo ora in grado di coprire, anche se parzialmente, un gap tecnologico di cui la ricerca scientifica italiana soffre, quella della prospezione gravimetrica in mare. L’insieme di queste dotazioni consentono all’INGV e all’Unità in particolare, di collocarsi fra i centri con la più completa ed efficiente strumentazione in Europa. Molto però resta da fare in termini di dotazioni gravimetriche. A questo proposito sono stati presentati progetti ritenuti molto interessanti nell’ambito del DLTM (Distretto Ligure per le Tecnologie Marine, con sede alla Spezia) che potrebbero far nascere, anche in questo settore, un interessante sviluppo del made in Italy. Infatti, l’Unità ha collaborazioni in atto con INAF, CNR ed INRIM proprio per sviluppare questo settore della ricerca tecnologica applicata.

Perché si è pensato di realizzare un’imbarcazione come BIG ONE?


In questi ultimi anni, l’attività dell’Unità ‘Geofisica e Tecnologie Marine’ si è  caratterizzata sempre più per la capacità di effettuare prospezioni geofisiche in aree off-shore e costiere. L’imbarcazione BIG ONE consente l’autonomia operativa per poter svolgere, entro le 12 miglia, l’attività di prospezione geofisica costiera, delegando la parte off-shore alle partnership attivate con altri Enti pubblici e privati dotati di idonei mezzi navali. L’Unità di Portovenere vuole rispondere così efficacemente alle aspettative della ricerca e del mercato in merito a questo settore proponendo una imbarcazione adibibile all’esecuzione delle attività già illustrate in precedenza e a nuove, ulteriori  opportunità che tale mezzo potrebbe consentire. Vi sono infatti già proposte di utilizzo del mezzo in partnership con altri soggetti pubblici/privati per l’esecuzione di survey congiunti in diversi ambiti della ricerca marina. Inoltre, l’apertura di un filone legato all’oceanografia fisica fra le linee di attività dell’Unità con interventi nelle aree marine di Portofino, Cinque Terre e Portovenere, potrebbe essere ulteriormente sviluppata con l’ausilio dell’imbarcazione in quanto ci consentirebbe di incrementare i campionamenti ad oggi effettuati solo con mezzi di opportunità.

Quali sono le sue caratteristiche principali e originali?



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