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PREISTORIA/ Le "zone morte" del Sud Atlantico: estinzione di massa o resistenza degli organismi?

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Le perturbazioni ambientali estreme provocano morie di organismi  Le perturbazioni ambientali estreme provocano morie di organismi

Il pregio del lavoro consiste nel dimostrare come il record geologico può fornire informazioni precise dei processi naturali operanti a scale temporali anche rapidissime: la complessa sequenza di feedback positivi e negativi susseguenti a variazioni di CO2 e forzanti climatici può dirci come il sistema-Terra reagisce agli squilibri per trovare soluzioni naturali finalizzate alla mitigazione dell’effetto-serra. Come indicato da altri studi di successioni cretaciche, gli organismi sono stati in grado di adattarsi alle perturbazioni ambientali, anche estreme, senza evidenze di morie di massa ed in alcuni casi con innovazioni evolutive (= speciazioni). Certamente Kennedy & Wagner hanno ragione nel dire che imparare a decodificare cause ed effetti dei cambiamenti ambientali fossilizzati nelle successioni sedimentarie è essenziale per capire i processi che stanno cambiando il nostro pianeta e fare previsioni più attendibili degli scenari futuri. Tuttavia è essenziale integrare i dati (micro)paleontologici, spesso trascurati, unici testimoni delle capacità di reazione e dell’evoluzione degli organismi alle perturbazioni ambientali.



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