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ENERGIA/ Se il vento tira verso le rinnovabili...

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Una pala eolica (Foto: IMAGOECONOMICA)  Una pala eolica (Foto: IMAGOECONOMICA)

Si celebra oggi la annuale giornata mondiale dell’energia eolica, una forma di energia che continua a crescere a ritmi impressionanti e che promette di coprire quote sempre più significative del consumo mondiale di elettricità. L’industria dei generatori eolici si è consolidata e inevitabilmente, nell’ultima decina d’anni, si è verificata una certa standardizzazione dei tipi e dei modelli, così che ad una osservazione superficiale i generatori eolici appaiono ormai molto simili fra di loro. In realtà, da quando furono costruite le prime turbine eoliche “moderne” (in Danimarca, verso il 1956) la tecnologia eolica non ha smesso di progredire non solo grazie a quelle metodiche industriali (standardizzazione, selezione dei materiali, controlli di qualità, monitoraggio, tecniche di manutenzione, eccetera) che hanno permesso di trasformare i prototipi in macchine di estrema efficienze ed affidabilità, ma anche grazie alla fantasia creativa degli inventori e dei progettisti, che non si sono mai stancati di immaginare nuove soluzioni, e che tuttora lavorano alacremente nella ricerca di configurazioni alternative per sfruttare al meglio il potenziale energetico dei venti. Diamo quindi un’occhiata a quel che bolle in pentola e a ciò che potrà riservarci il futuro.

Uno dei filoni di ricerca più interessanti è quello sui generatori eolici ad asse verticale, che potrebbero consentire di superare alcuni degli inconvenienti dei generatori ad asse orizzontale. Quest’ultimi costituiscono attualmente più del 90% del parco macchine in servizio, ma presentano problemi di rumorosità, di impatto visivo, di utilizzo con venti forti e in regimi ventosi turbolenti (quali quelli presenti in ambienti urbani), e anche di dimensioni e potenze massime possibili (la più potenti macchine attualmente in servizio hanno potenze attorno a 5 MW e difficilmente si potrà andare oltre i 10 MW).

Il progetto Deep Wind, finanziato dalla UE e guidato dal laboratorio nazionale di ricerca danese, a cui fa capo un team di altri 11 partner, si propone per esempio di realizzare un generatore ad asse verticale di grande potenza, espressamente progettato fin dall’inizio per operare in ambienti off-shore, cioè in mare aperto. Il progetto dovrebbe passare da una fase di prototipo a piccola scala, nel quale verranno rielaborati i concetti fondamentali delle turbine eoliche ad asse verticale - inventati ormai 80 anni fa dall’ingegnere francese Georges Darrieus - a quella di un prototipo industriale da 5 MW, per arrivare infine a una macchina da ben 20 MW. A una variante del rotore Darrieus, denominata Vertiwind, anch’essa destinata ad installazione off-shore, sta invece lavorando l’azienda francese Technip. Il vantaggio di questa soluzione starebbe nella assenza di moltiplicatori di giri ad ingranaggi e di complessi meccanismi di regolazione del passo delle pale, con conseguenti minori costi di produzione e installazione.



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