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ENERGIA/ Se il vento tira verso le rinnovabili...

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Una pala eolica (Foto: IMAGOECONOMICA)  Una pala eolica (Foto: IMAGOECONOMICA)
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Per certi versi analogo è il progetto inglese Aerogenerator, portato avanti dallo Energy Technologies Institute; anche in questo caso si tratta di una macchina di grande potenza (10 MW) destinata a installazioni off-shore, nelle quali la configurazione ad asse verticale presenta notevoli vantaggi, sia in termini di installazione che di manutenzione, in quanto il macchinario di generazione, e il relativo peso, vengono collocati vicino al livello del mare, e non alle grandi altezze a cui si è costretti a lavorare nelle macchine ad asse orizzontale.

Sui generatori ad asse verticale le attività di ricerca sono comunque vivaci non solo nel campo delle macchine di grandi dimensioni, ma anche su quelle più piccole, adatte in particolare agli ambienti urbani Un esempio sono i generatori maglev realizzati dalla università tecnologica cinese di Wuhan, che ha introdotto nelle sue macchine il concetto della sospensione magnetica dei rotori, eliminando anche gli attriti dovuti ai cuscinetti e ad altri componenti meccanici, permettendo di sfruttare anche le brezze più deboli. Un’altra idea è quella della società inglese Quieterevolution, che ha sviluppato una variante con pale a sviluppo elicoidale del rotore Darrieus, con lo scopo di realizzare macchine particolarmente silenziose e prive di vibrazioni, da installare in ambiente urbano. Analogo obiettivo è quello della californiana Helix, che peraltro utilizza un differente concetto per la realizzazione del rotore, riprendendo in forma moderna ed elaborata la vecchia idea dei rotori “Savonius”.

Abbiamo fin qui accennato a macchine destinate ad essere saldamente fissate al terreno o ancorate al fondo marino. La fantasia dei progettisti non ha però limiti e diverse aziende e centri di ricerca stanno sviluppando prototipi di generatori eolici “volanti”, in modo da sfruttare le correnti atmosferiche, ben più forti di quelle che scorrono a livello del terreno, che soffiano in quota, da qualche centinaio di metri in su. Particolarmente attiva in questa direzione è l’azienda italiana KiteGen di Chieri(TO), la quale sta sviluppando generatori eolici basati su kite, cioè aquiloni semirigidi, concettualmente simili a quelli utilizzati in alcune discipline sportive.

Gli aquiloni sono controllati da terra da un sistema automatico che li guida tramite una coppia di cavi in materiale composito. Nelle configurazione cosiddetta stem, che la prima in corso di sviluppo, l’aquilone è collegato ad un braccio orientabile ed in grado di ruotare di 360° assieme a tutta la struttura di controllo e generazione al suolo. Una volta sollevato da terra il kite viene guidato in un percorso circolare o a otto in modo da generare una trazione costante sul braccio, il cui movimento aziona a sua volta il generatore di corrente elettrica.



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