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ENERGIA/ Cari nuclearisti, anche le rinnovabili possono illuminare l’Italia

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Quel che più conta è che le cifre che abbiamo riportato indichino un trend di crescita evidente, che sta portando un contributo importante e significativo al fabbisogno italiano di energia elettrica. Non c’è dubbio che le rinnovabili possano arrivare a coprire quel 25% di produzione che il Governo si aspettava dall’atomo, in tempi molto più rapidi di quelli necessari per mettere in funzione la prima centrale nucleare.

In merito alla presunta incapacità delle rinnovabili a rispondere alle richieste di energia elettrica, va fatta una precisazione sullo scenario attuale. In questo momento, l’Italia si trova in una fase di eccessiva capacità produttiva (dovuta anche al calo del fabbisogno che si è verificato dal 2008 a causa della crisi economica). Oggi siamo costretti a sottoutilizzare alcuni impianti nuovissimi, tra cui anche centrali a gas a ciclo combinato (le più innovative ed efficienti). E in uno scenario del genere, stiamo costruendo altre 6 centrali termoelettriche, mentre altre 30 sono in attesa di autorizzazione. Sono questioni complesse e articolate (basti dire che in questa situazione continuiamo a importare energia elettrica dall’estero per volumi compresi tra il 10% e il 15% del fabbisogno nazionale), che meriterebbero un approfondimento specifico. Possiamo però dire che l’Italia non è sull’orlo del blackout energetico.

Si dice: eolico e fotovoltaico non sono programmabili, e il sole di notte non funziona. Certo, ma basterebbe guardare il diagramma dei consumi di energia elettrica (sul sito di Terna è disponibile aggiornato mese per mese) per fare la semplicissima scoperta che la curva dei consumi segue esattamente il ciclo delle ore di luce: i picchi di consumi si collocano nella parte centrale della giornata, quando il sole splende alto nel cielo. Il futuro è ancora più promettente: nei prossimi anni inizierà l’era delle cosiddette smart grid, le reti elettriche intelligenti capaci di costruire un’architettura più razionale nella distribuzione dei flussi di energia elettrica per allineare domanda e offerta. Avrà un minor impatto, ma è comunque significativa, la tecnologia che permetterà di utilizzare le auto elettriche come accumulatori di energia elettrica, che immagazzinano durante la giornata (quando sono ferme a far nulla sotto un parcheggio) e la mettono a disposizione la sera a casa. Ripeto, si tratta di applicazioni marginali, ma che indicano una strada percorribile per il futuro.

Altra accusa: le rinnovabili e soprattutto il fotovoltaico costano troppo, e vengono pagate dalle nostre bollette. Sbagliato. Negli Stati Uniti durante l’anno 2010 per la prima volta il costo del kWh prodotto da fonte solare è sceso sotto il prezzo del kWh prodotto dal nucleare. E da allora la forbice tra i costi si è aperta e continua ad ampliarsi. Vero che in Italia il fotovoltaico è pagato dalle nostre bollette. Ma chi si straccia le vesti per questo, dovrebbe spiegarci perché non ha gridato allo scandalo per il fatto che da decenni paghiamo in bolletta i costi del decomissioning nucleare e di altre porcherie che vanno ad arricchire gli oligopolisti delle fonti fossili.



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COMMENTI
18/06/2011 - Risposta al Sig,. Guido Ceccarellii (Vito Patella)

Non siamo soli nell'universo,né in una torre d'avorio.Bisogna capire le cose che ci accadono intorno,e sapere quello ciò che gli altri fanno.Secondo me,essendo la Germania il Paese guida dell'Europa, ciò che fa la Germania inevitabilmente é importante anche per noi.Per le energie rinnovabili,mi risulta che,ad esempio,gli ascensori con l'eolico e/o il fotovoltaico non vanno! Veniamo al nucleare: di recente il Giappone ha deciso di "non" rinunciare al nucleare,per mancanza di "alternative praticabili" al momento presente.Usano il nucleare:USA,GB,Francia(che ci vende a caro prezzo una grande parte del nostro fabbisogno di energia elettrica);Germania, e altri grandi e piccoli (Svizzera) Paesi, che non nomino per brevità. La rinuncia della Merkel al nucleare sembra tattica,di fronte alle sconfitte dei partiti di governo a tutte le elezioni che si stanno svolgendo negli ultimi mesi in Germania,e alle vittorie soprattuto dei Verdi:noi non riusciamo a completare l'Alta Velocità in Val di Susa!In Germania,la rinuncia al nucleare é differita al 2022,cioé fra almeno 3 legislature tedesche(che durano 4 anni), né é la prima volta che la Merkel rinuncia, e poi ritorna al nucleare! Anch'io credo che le Steinkohlkraftwerke siano più inquinanti, ma tutta l'energia costa&inquina:vedi 2° principio della temodinamica! Enrico Mattei fu l'unico in Italia a capire il nostro problema energetico, e...non morì di raffreddore! Infine, pensiamo con realismo alla bolletta energetica !

 
18/06/2011 - rinnovabili (guido ciccarelli)

caro Vito Patella, dal suo commento mi pare che lei saluti, come cosa positiva, l'incentivazione delle centrali a carbone in Germania??!! l'energia del futuro è rappresentata da questo " inquinantissimo" (mi passi il termine) e dannosissimo combustibile fossile ?? forse ho capito male e lo diceva in maniera del tutto oggettiva...anzi lo spero. Buongiorno.

 
17/06/2011 - Energia e costi (Vito Patella)

La Kanzlerin Angela Merkel ha di recente annunciato che il suo Paese abbandonerà il nucleare nel 2022, cio é fra 3 legislature tedesche, e già in passato Frau Merkel era tornata sulle proprie decisioni in tema energetico!La Kanzlerin ha concordatouna lenea comune di GOverno con i partiti dela maggioranza: CDU,CSU, e FDP, e ha parlato con i Portavoce dell'opposizione rosso-verde. Il Governo ha presentato il 6 giugno us un disegno di legge (Gesetzenwurfe)che prevede :1) un impulso alla costruzione di Steinkohlkraftwerke(Centrali a carbone):la Germania é ricca di carbone; 2)in materia energetica,le responsabilità decisionali sono del Governo, quindi i Laender devono adeguarsi alle decisioni del Governo di Berlino; 3)" Frau Merkel habe in Wirklichkeit kein Interess an einem Konsens", e quindi non cerca l'accordo con tutti,perché chi governa decide, e l'opposizione si oppone! I Grunen e i socialisti,a loro volta,nei Laender dove sono maggioranza,hanno sottoscritto i cosiddetti Koalitionvertrage (accordi di coalizione) dove si esprime un forte appoggio alle centrali a carbone. Per qunato riguarda l'Italia bisogna dire che l'eolico e il fotovoltaico non sono economici,quindi se l'Italia si affida solo a queste energie,la bolletta energetica aumenterà in maniera economicamente e socialmente insostenibile. Il Giappone,cioé la il Paese di Fukushima, ha testé annunciato che "non" rinuncerà al nucleare, in mancanza di alternative praticabili al momento .

 
17/06/2011 - Bravo! (Mattia Mei)

Finalmente! E più dei dati, molto interessanti e poco conosciuti che parlano di una realtà molto diversa da quella che ci viene solitamente riferita, mi felicito per la sottolineatura del potenziale rivoluzionario per un possibilissimo futuro energetico più democratico, meno dipendente dai potenti.