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ENERGIA/ Cari nuclearisti, anche le rinnovabili possono illuminare l’Italia

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Il governo ha deciso di incentivare il fotovoltaico, ma si tratta di un sostegno che ha una data di scadenza. Dal 1 gennaio del 2017 chi installa un impianto fotovoltaico non avrà più diritto ad alcun incentivo. Si tratta quindi di un sostegno a un’industria nascente che porta energia pulita, lavoro e ricchezza. Un sostegno che dura pochi anni, il tempo per permettere a questa industria di irrobustirsi. È o non è più ragionevole che incentivare le automobili dopo che esistono da 100 anni?

E si potrebbe andare avanti ancora a lungo a smontare molte delle leggende nere che hanno reso impossibile una valutazione serena del contributo che il fotovoltaico, l’eolico e le altri fonti pulite possono portare. Le rinnovabili non sono certo la soluzione a tutti i mali del mondo, ma hanno due grandi vantaggi. Innanzitutto non inquinano: e le emissioni di CO2 hanno un costo, un costo pesante, così come pesanti sarebbero le multe per l’Italia se non riuscissimo a raggiungere gli obiettivi comunitari del 20-20-20 che stiamo ottenendo proprio grazie alle rinnovabili.

Inoltre, con grande accortezza e lungimiranza, il Governo ha varato un Conto energia che riduce pesantemente gli incentivi per i grandi parchi solari a terra (bene!) e favorisce invece gli impianti fotovoltaici realizzati sui tetti e sulle piccole e medie coperture industriali e commerciali, in un’ottica di risposta al fabbisogno energetico dell’utenza residenziale e delle Pmi. In questo modo si favorisce il modello della generazione distribuita, portatore di immediati vantaggi economici (leggi azzeramento della bolletta), piuttosto che le grandissime centrali realizzate dagli oligopolisti dell’energia.

Ogni volta che un impianto fotovoltaico installato sul tetto di una casa viene allacciato alla rete, quella casa, quel consumatore, quell’azienda smettono di pesare sul fabbisogno nazionale di energia elettrica e si producono da soli l’energia di cui hanno bisogno. È una cosa buona o cattiva? Sicuramente cattiva per i signori dell’energia elettrica, che perdono un cliente e una parte dei loro generosi profitti.



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COMMENTI
18/06/2011 - Risposta al Sig,. Guido Ceccarellii (Vito Patella)

Non siamo soli nell'universo,né in una torre d'avorio.Bisogna capire le cose che ci accadono intorno,e sapere quello ciò che gli altri fanno.Secondo me,essendo la Germania il Paese guida dell'Europa, ciò che fa la Germania inevitabilmente é importante anche per noi.Per le energie rinnovabili,mi risulta che,ad esempio,gli ascensori con l'eolico e/o il fotovoltaico non vanno! Veniamo al nucleare: di recente il Giappone ha deciso di "non" rinunciare al nucleare,per mancanza di "alternative praticabili" al momento presente.Usano il nucleare:USA,GB,Francia(che ci vende a caro prezzo una grande parte del nostro fabbisogno di energia elettrica);Germania, e altri grandi e piccoli (Svizzera) Paesi, che non nomino per brevità. La rinuncia della Merkel al nucleare sembra tattica,di fronte alle sconfitte dei partiti di governo a tutte le elezioni che si stanno svolgendo negli ultimi mesi in Germania,e alle vittorie soprattuto dei Verdi:noi non riusciamo a completare l'Alta Velocità in Val di Susa!In Germania,la rinuncia al nucleare é differita al 2022,cioé fra almeno 3 legislature tedesche(che durano 4 anni), né é la prima volta che la Merkel rinuncia, e poi ritorna al nucleare! Anch'io credo che le Steinkohlkraftwerke siano più inquinanti, ma tutta l'energia costa&inquina:vedi 2° principio della temodinamica! Enrico Mattei fu l'unico in Italia a capire il nostro problema energetico, e...non morì di raffreddore! Infine, pensiamo con realismo alla bolletta energetica !

 
18/06/2011 - rinnovabili (guido ciccarelli)

caro Vito Patella, dal suo commento mi pare che lei saluti, come cosa positiva, l'incentivazione delle centrali a carbone in Germania??!! l'energia del futuro è rappresentata da questo " inquinantissimo" (mi passi il termine) e dannosissimo combustibile fossile ?? forse ho capito male e lo diceva in maniera del tutto oggettiva...anzi lo spero. Buongiorno.

 
17/06/2011 - Energia e costi (Vito Patella)

La Kanzlerin Angela Merkel ha di recente annunciato che il suo Paese abbandonerà il nucleare nel 2022, cio é fra 3 legislature tedesche, e già in passato Frau Merkel era tornata sulle proprie decisioni in tema energetico!La Kanzlerin ha concordatouna lenea comune di GOverno con i partiti dela maggioranza: CDU,CSU, e FDP, e ha parlato con i Portavoce dell'opposizione rosso-verde. Il Governo ha presentato il 6 giugno us un disegno di legge (Gesetzenwurfe)che prevede :1) un impulso alla costruzione di Steinkohlkraftwerke(Centrali a carbone):la Germania é ricca di carbone; 2)in materia energetica,le responsabilità decisionali sono del Governo, quindi i Laender devono adeguarsi alle decisioni del Governo di Berlino; 3)" Frau Merkel habe in Wirklichkeit kein Interess an einem Konsens", e quindi non cerca l'accordo con tutti,perché chi governa decide, e l'opposizione si oppone! I Grunen e i socialisti,a loro volta,nei Laender dove sono maggioranza,hanno sottoscritto i cosiddetti Koalitionvertrage (accordi di coalizione) dove si esprime un forte appoggio alle centrali a carbone. Per qunato riguarda l'Italia bisogna dire che l'eolico e il fotovoltaico non sono economici,quindi se l'Italia si affida solo a queste energie,la bolletta energetica aumenterà in maniera economicamente e socialmente insostenibile. Il Giappone,cioé la il Paese di Fukushima, ha testé annunciato che "non" rinuncerà al nucleare, in mancanza di alternative praticabili al momento .

 
17/06/2011 - Bravo! (Mattia Mei)

Finalmente! E più dei dati, molto interessanti e poco conosciuti che parlano di una realtà molto diversa da quella che ci viene solitamente riferita, mi felicito per la sottolineatura del potenziale rivoluzionario per un possibilissimo futuro energetico più democratico, meno dipendente dai potenti.