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Cancro, la mappa dei tumori

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Il cancro potrà essere curato grazie alla carta di identità del paziente. Secondo recenti studi infatti, avere la possibilità di mettere in piedi mappe del Dna di ogni singolo paziente porterà a decisivi progressi per sconfiggere la malattia. Atlanti genetici vengono definiti dagli esperti, sulla base del concetto che ogni tumore è un caso singolo differente da ogni alto, con caratteristiche specifiche relativa al paziente. Cioè, una "malattia rara". Questo cambierebbe anche il modo di approcciare il tumore e cercare di sconfiggerlo. In questo nuovo approccio va inserito il tentativo di associare farmaci diversi tra loro e l'impiego di nuove molecole. Quache esempio? Nel caso del tumore alla mammella, farmaci associati fra loro come  trastuzumab e lapatinib; molecole multifunzione che siano in grado di colpire non uno solo ma diversi bersagli molecolari, in tal caso si parla dell'afatinib che però è ancora in sperimentazione, capace di attaccare una intera famiglia di enzimi, gli ErbB. In questo ultimo caso relativamente al cancro al polmone. Secondo Filippo De Braud, oncologo dell'istituto Europeo di Oncologia di Milano si vanno valutando poi nuovi tipi di terapia, ad esempio la "stop and go", una terapia a intermittenza che riduce i costi e le possibilità di sopravvivenza e poi il trattamento a base di imatinib per i tumori all'intestino. Caratteristica di questo nuovo tipo di cure sarà poi l'indirizzamento verso ospedali dotati di  "biobanche". Importanti sono definiti infatti i test di laboratorio per valutare a biologia molecolare delle cellule tumorali (conservati nelle biobanche) e le modificazioni nel tempo. Con l'uso poi di farmaci che agiscano sul sistema immunitario e non solo di farmaci che aggrediscono il tumore, l'organismo potrebbe recuperare la sua capacità di reagire ai tumori e difendersi da essi. "L'ipilimumab cambia la storia naturale della malattia — commenta Renzo Canetta, un italiano approdato ai vertici della Bristol Meyer Squibb, — e cambia anche il modo che l'industria ha di collaborare. A breve partiranno studi sul melanoma con l'ipilimumab e il vemurafenib della Roche che, invece, colpisce un bersaglio della cellula tumorale".




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