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MARE/ Per aiutare la pesca salgono in cattedra gli "ecopescatori"

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Il progetto si colloca all’interno degli obiettivi della Politica comune della pesca (Pcp), tesi a garantire l’utilizzo sostenibile degli stock ittici nelle acque europee. L’88% degli stock ittici europei comunitari vengono sfruttati oltre il rendimento massimo sostenibile (Msy) e il 30% di essi è oltre i limiti biologici di sicurezza, il che significa che essi non possono essere in grado di ricostituirsi. Il fenomeno dei rigetti in mare (discard) è uno dei più grandi problemi della pesca europea: gli stock fortemente interessati da questo problema sono, per esempio, quelli del merluzzo del Mare del Nord, dei quali il 93% è pescato prima di potersi riprodurre e il 30%-55% delle catture è rigettato in mare.

Il progetto EcoFishMan conta tredici partner, rappresentanti quattro diverse tipologie di gestione della pesca in Europa (pesca a strascico dell’Islanda; pesca a strascico portoghese dei crostacei; pesca a strascico nel Mar del Nord; pesca a strascico nel Mar Mediterraneo). Durante gli incontri sono stati trattati diversi argomenti riguardanti: la gestione sostenibile della pesca volta a conservare la risorsa, l’ambiente marino, la competitività dell’impresa e l’innovazione tecnologica.

I meeting sono stati organizzati da ricercatori del Cnr-Ismar di Ancona coordinati da Antonello Sala. All’evento hanno partecipato ricercatori della Matis (Islanda), della Bitland Enterprise (Isole Far Oer), del Cetmar(Spagna), dell’Eurofish (Danimarca) e del Cnr-Ismar di Ancona (Italia): sono state proposte e valutate nuove indicazioni per creare un sistema di gestione sostenibile della pesca basato sul rispetto del delicato ecosistema marino e volto a stimare il massimo impatto negativo accettabile, oltre che ad affrontare problemi come l’aumento degli scarti e il depauperamento degli stock commerciali.

Il nuovo approccio proposto da questa partnership internazionale cercherà di promuovere strategie gestionali partendo, dunque, dalla divulgazione di ricerche scientifiche, dalla collaborazione e dalla sensibilità dei pescatori e delle varie associazioni pesca, tenendo fortemente in considerazione sia i fattori ecologici che quelli socio-economici.



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