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CLIMA/ C’è un “termometro” in orbita che misura la febbre del Pianeta

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Molti dibattiti e proclami sui cambiamenti climatici nel nostro Pianeta sono viziati da una tendenza a riprodurre affermazioni di principio o posizioni ideologiche, con poca attinenza ai dati e alle misure sul campo. C’è anche da dire che questi dati non sono poi così abbondanti. Benché i principali fenomeni atmosferici siano determinati dalle interazione tra l’atmosfera e le acque marine, sono ancora poche le serie di misure disponibili circa l’andamento di temperatura, pressione e umidità sopra gli oceani.

La situazione però sta cambiando grazie all’attività avviata dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con la missione ROSA (Radio Occultation Sounder for Atmosphere), una missione indirizzata a studiare le condizioni ambientali della Terra e dell’atmosfera che la circonda attraverso una tecnica di osservazione satellitare che permette di avere una visione globale e accurata del Pianeta.

Pochi giorni fa è stato messo in orbita il secondo strumento della tipologia di ROSA col lancio della missione Aquarius/SAC-D; un primo strumento era stato lanciato nel settembre 2009 sulla missione indiana Oceansat-2 e un terzo volo è previsto su un’altra missione indiana, la Megha-Tropique, che partirà nel secondo semestre 2011.

Il satellite della missione Aquarius/SAC-D - frutto di una cooperazione tra l’Agenzia Spaziale Argentina (CONAE), il Goddard Space Flight Center (GPFC) e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA - è ora su un’orbita eliosincrona a una quota di 657 km e porta il suo prezioso carico di strumenti per misurare la salinità degli oceani e per comprendere i legami tra la circolazione oceanica, il ciclo globale dell'acqua e il clima.



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