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SPAZIO/ Terra «bombardata» dai raggi gamma per un’esplosione di 4 miliardi di anni fa

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L'esplosione "fotografata" dal satellite Swift  L'esplosione "fotografata" dal satellite Swift
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BUCHI NERI E GALASSIE - Uno di questi fasci è stato puntato direttamente verso la Terra, la cui atmosfera la protegge però dagli effetti di queste irradiazioni, che sono state comunque individuate dal satellite Swift. Le esplosioni hanno impiegato 3,8 miliardi di anni a raggiungere la Terra. L’astronomo Dave Goldberg, coautore del libro «Una guida all’universo», sottolinea invece che «vedere una stella fatta a pezzi da un buco nero a circa 4 miliardi di anni luce di distanza è un fatto abbastanza notevole. Vogliamo studiare i buchi neri perché sono dei portentosi laboratori naturali per comprendere che cosa accade alla materia in concentrazioni di energia molto elevate». Per Bloom però solo circa il 10% di tutte le galassie sembra avere un buco nero super-massiccio che si nutre attivamente di stelle e di gas. Quello al centro della Via lattea sarebbe comunque un buco nero dormiente. Come aggiunge lo scienziato, «è stato solo un fortuito incidente della geometria se questi raggi sono stati puntati proprio nella nostra direzione». Fatto sta che il gruppo di ricerca di Chandra, il telescopio a raggi X della Nasa, ha rilevato che anche le galassie più antiche, quelle nate entro un miliardo di anni dal Big Bang avvenuto circa 13,7 miliardi di anni fa, ospitano delle versioni nane di questi buchi neri. E invece di finire per inghiottire le prime galassie, sembra che ne abbiano favorito la crescita.

 

(Pietro Vernizzi)

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