BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CLOUD COMPUTING/ Via libera del Garante per la Privacy, ma con attenzione

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

I rischi del cloud computing (Fotolia)  I rischi del cloud computing (Fotolia)

CLOUD COMPUTING: VIA LIBERA DEL GARANTE PER LA PRIVACY, MA CON LE DOVUTE PRECAUZIONI – Il giurista e presidente dell’Autorità Garante per la Privacy Francesco Pizzetti affronta nuovamente due temi, quello del cloud computing e quello riguardante l’uso di smartphone e tablet nel corso della sua relazione annuale. Si parla dunque del rischio che tutti corrono nel rimanere costantemente connessi attraverso gli smartphone, i tablet e i social network, mettendo a serio pericolo la propria “identità” nella Rete. La maggior parte degli italiani usa questi strumenti spesso inconsapevolmente e senza prendere le dovute cautele, rischiando così di non essere più un semplice consumatore, ma piccolo meccanismo del sistema a cui vengono delegati veri e propri pezzi di vita: “Le tecnologie cloud consentono di trattare e conservare i dati su sistemi di server dislocati nelle diverse parti del pianeta e sottoposti, nella loro inevitabile materialità, a molti rischi, da quelli sismici a quelli legati a fenomeni di pirateria, non solo informatica, o ad atti di terrorismo o a rivoluzioni imprevedibili”, dice Pizzetti, e con l’uso degli smartphone, “ognuno di noi è, quasi sempre inconsapevolmente, un Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnarne gli spostamenti. Pensare al rischio di essere controllati immaginandosi ancora l'uomo con la cuffia che ascolta le conversazioni o credere che il solo rischio per la libertà di comunicazione e di circolazione sia che qualcuno possa intercettare le nostre telefonate o gli sms, o localizzare gli spostamenti acquisendo i tabulati dei dati di traffico telefonico, è come pensare che la scoperta più recente dell'umanità sia la macchina a vapore. La realtà è ben diversa”. Basti pensare agli attacchi subiti dalla Sony, in cui quasi ottanta milioni di utenti Playstation hanno perso i propri dati personali, oppure il recente collasso dei server di Aruba, colpiti non da pirati informatici, ma da incidenti fisici. Il Garante afferma che crescono “i pericoli legati alla perdita e al furto di enormi quantità di dati, come già si è verificato in sistemi legati alla diffusione di giochi elettronici, e si amplia il numero dei soggetti che intervengono nell'ambito di trattamenti così complessi e disarticolati”.



  PAG. SUCC. >