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EMERGENZA RIFIUTI/ Napoli: patologie respiratorie

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A Napoli, causa l'emergenza rifiuti, sono in crescita le patologie respiratorie tra i bambini. Nel mese di giugno infatti si è registrato un aumento del 10 e anche del 20% di casi. La causa, sebbene non sia ancora stata stesa una relazione ufficiale con dati medici precisi, non sarebbe solo l'alta concentrazione di rifiuiti che si trovano per le strade del capoluogo campano, ma soprattutto i fumi inquinanti sprigionati dai roghi accesi nelle discariche improvvisate che si trovano un po' ovunque per le strade di Napoli. I roghi infatti sono grandemente tossici: sprigionano diossina e altre sostanze velenose per via della combustione della plastica e inevitabilmente tutto questo colpisce le vie respiratorie specie dei soggetti più deboli, appunto i bambini. La situazione napoletana con questi problemi per la salute degli abitanti viene monitorata ormai da circa un anno dal Fimp (Federazione italiana medici pediatri)  in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità. Lo scopo è verificare se le patologie pediatriche legate all'emergenza riuditi siano veramente in aumento, casi cioè di asma, tosse e bronchiti asmatiche. I soggetti allergici poi soffrono particolarmente questa situazione. Per quanto riguarda altre patologie, dice sempre l'istituto, ad esempio tumori o malattie gastrointestinali, on è stato registrato alcun aumento significativo. Per quanto riguarda le patologie oncologiche, però, si sottolinea che rilevamenti del caso abbisognano di lungo termine, cioè vanno verificate anche per la durata di anni. I responsabili medici intanto, mentre si spera che le autorità possano risolvere l'emergenza rifiuti una volta per tutte, hanno rilasciato alcuni consigli ai genitori. Per prima cosa tenerli lontani dai roghi dell'immondizia. Cercare, se possibile, di portarli al mare in modo da attenuare i disturbi con l'aria salubre della marina. Importante poi è consumare cibi ben cotti. I pediatri infatti, complice anche l'aumento delle temperature, prevedono un aumento dei disturbi gastrointestinali non necessariamente legati all'emergenza rifiuti.



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