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ENERGIA/ Dal contatore alla fattura, al via il campionato europeo per l’efficienza

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Un contatore elettrico (Foto Imagoeconomica)  Un contatore elettrico (Foto Imagoeconomica)

Poi ci sono indicazioni per le industrie, dove l’efficienza energetica è già una fetta importante del consumo totale di energia finale e i progressi in questa direzione sono stati molti. Tuttavia, il potenziale disponibile è ancora elevato. La situazione è ovviamente un po’ diversa per le Pmi e per le grandi imprese: le prime saranno incentivate a sottoporsi ad audit energetici e a diffondere le migliori pratiche, mentre le seconde dovranno effettuare un audit del proprio consumo energetico che le aiuterà a individuare dove è possibile ridurre i consumi.

E per noi semplici consumatori? Furfari ha sottolineato che c’è un notevole potenziale di risparmio inutilizzato nel settore residenziale e dei servizi e d’altra parte c’è una mancanza di sensibilizzazione e accesso alle informazioni adeguate sui benefici dei sistemi di efficienza energetica. Allora, la nuova proposta fisserà direttive stringenti per le utilities e imporrà l’obbligo di contatori individuali, che riflettono il consumo effettivo di energia e informazioni in tempo reale dell’utilizzo; si tratterà di garantire la precisione e la frequenza di fatturazione basata su consumi effettivi e predisporre fatture con informazioni appropriate che forniscano resoconti globali dei costi energetici reali.

La Commissione europea sembra intenzionata a non dare tregua su questi punti. La direttiva prevede che nel 2014 si effettui una valutazione dei progressi realizzati verso l’obiettivo del 2020 e, se necessario, si riformuli una nuova proposta legislativa per stabilire obiettivi nazionali di efficienza energetica vincolanti.

 

(Michele Orioli)



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