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TRATTAMENTI ESTETICI/ Il nuovo decreto, più sicurezza

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Più sicurezza nei centri di trattamenti estetici. E' stato infatti approvato un decreto, il primo in ventun anni, che pone nuove regole per chi pratica la professione. Nonostante questo, c'è ancora polemica. Il presidente di Confestetica, Angelica Pippo, fa infatti notare che ci sono ancora aspetti che il decreto non ha preso in considerazione o che comunque vanno chiariti. Ad esempio l'accesso alla professione di estetista. Fa notare la Pippo che la legge in vigore permette di ottenere il diploma di estetista con un corso di studi di 1800 ore oppure lavorando per tre anni un centro estetico. Questo in pratica significa che lo studente fa pratica direttamente sui clienti, con tutti i ricchi del caso. Secondo la Pippo va invece realizzato un patentino per gli operatori in modo da poter usare le apparecchiature sofisticate che oggi la professione di estetista mette a disposizione, come i laser per la depilazioni. Anche perché in caso di incidenti, l'estetista può risponderne sia sul piano civile che su quello penale. Il fondatore della Società internazionale di dermatologia plastica, rigenerativa e oncologica, Antonino Di Pietro, fa sapere a sua volta che la tecnologia usata nei centri estetici moderni deve essere usata da personale competente, Laser o luce pulsata devono essere dosati a seconda del tipo di pelle del cliente. Di Pietro giudica invece positivo il passaggio del decreto che specifica le contro indicazioni dei trattamenti. "Le apparecchiature che applicano una corrente, come quelle per la ionoforesi o gli elettrostimolatori, per esempio, sono controindicate per i portatori di dispositivi elettrici, quali i pacemaker, perché si rischia di provocare pericolose interferenze. Anche la presenza di una protesi metallica o di dispositivi intrauterini in metallo richiede cautela, perché l'applicazione di correnti in loro prossimità surriscalda i metalli e può danneggiare i dispositivi, causando anche dolore" spiega.



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