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SPAZIO/ Il Voyager in viaggio verso le Colonne d’Ercole (del Sistema Solare)

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La sonda Voyager 1 è uscita dall'Eliosfera  La sonda Voyager 1 è uscita dall'Eliosfera

La scoperta è stata possibile per l’uscita del Voyager 1 dall’Eliosfera: grazie al suo Low-Energy Charged Particle Instrument e sfruttando alcuni dati ancora non pubblicati del Magntospheric Imaging instrument della sonda Cassini (di cui abbiamo già parlato qui per altre scoperte) si sono raccolte le informazioni utili per la descrizione di questa regione “guscio” del Sistema Solare.

Le misure hanno indicato un rallentamento fino allo zero della velocità di allontanamento delle particelle dal dicembre del 2010 fino almeno al febbraio 2011, evidenziando la sottile e imprevista zona di transizione. Gli autori di questa scoperta, pubblicata su Nature, attendono impazientemente il momento in cui la sonda Voyager varcherà il confine ultimo del Sistema Solare, entrando nel mezzo interstellare. “Esiste un instante nel quale noi varcheremo quella frontiera”, dice Tom Krimigis, dei laboratori di Fisica Applicata della Johns Hopkins University, che ha coordinato le misure dei due strumenti, “e questo è il primo segno che il momento è proprio vicino”.

Le analisi indicano che il confine fra lo spazio interstellare e la bolla di particelle che il Sole diffonde intorno a sé è compreso fra i 16 e i 23 miliardi di chilometri, con un valore atteso intorno ai 18 miliardi di chilometri, proprio la distanza alla quale si calcola essere attualmente il Voyager. Si capisce perciò bene l’impazienza dei ricercatori. “Questi calcoli ci dicono che siamo vicini, ma quanto?”, si chiede Ed Stone, scienziato affiliato al Progetto Voyager, che ha sede al CalTech di Pasadena, “non lo sappiamo, ma il Voyager 1 percorre un miliardo a mezzo di chilometri ogni tre anni, perciò potremmo non dover aspettare troppo a lungo…”

Un po’ come dei moderni Ulisse, questi scienziati si stanno avvicinando fisicamente ai confini del mondo conosciuto: le Colonne d’Ercole non sono più di pietra, ma impalpabili come il mezzo interstellare, poche minuscole particelle al centimetro cubo, eppure il loro significato ci elettrizza allo stesso modo.

E ora, cosa ci aspetta al di là di esse? La sfida è aperta e il cammino già compiuto dal nostro “viaggiatore” cosmico è uno sprone a continuare, come baldanzosamente dichiarava Richard Feynman: “A una maggiore conoscenza si accompagna un più insondabile e meraviglioso mistero, che spinge a penetrare ancora più in profondità. Mai preoccupati che la risposta ci possa deludere, con piacere e fiducia solleviamo ogni nuova pietra per trovare stranezze inimmaginabili. […] Certamente una grande avventura!”.



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