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CHIMICA/ Dalla California arriva il diamante aerogel ultraleggero

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L'aerogel  L'aerogel

Ovviamente questi sono solo due esempi, moltissimi altri gel li possiamo incontrare, senza saperlo, nella vita di tutti giorni. La variante del gel, quando la fase dispersa è un gas si chiama areogel. Si ottiene da un gel eliminando la fase liquida, l’operazione è molto delicata perché nell’evaporazione del liquido è facile che la struttura solida, molto porosa collassi.
La soluzione del problema è stata trovata nell’uso come fase liquida dell’anidride carbonica supercritica: cioè in quella particolare condizione in cui si trovano i gas ad alta temperatura e pressione per cui si comportano contemporaneamente come un liquido ed un gas, per l’anidride carbonica bastano un centinaio di atmosfere. In questo modo è possibile allontanare la fase fluida senza brusche trasformazioni che alterino quella solida.
L’areogel che si ottiene è un materiale solido di bassissima densità, è in gran parte vuota come una schiuma, tuttavia conserva una buona resistenza meccanica. Data l’altissima porosità presenta una grandissima superficie e le eccezionali proprietà derivano proprio da questo fatto, per esempio assorbire una gran quantità di gas dall’ambiente esterno o la possibilità, quando il solido è conduttore, di costruire condensatori elettrici di piccole dimensioni e altissima capacità.
Il primo areogel prodotto è stato quello di silice, che ha una densità che è un millesimo di quella del vetro, composto anche’esso essenzialmente di silice.  Esso possiede una straordinariamente bassa conducibilità termica, per cui ne basta un esiguo spessore per realizzare degli esperimenti sorprendenti come quello mostrato in figura: non c’è trucco non c’è inganno, non è un gioco di prestigio, la fiamma è vera! Ad esempio è usato come isolante termico nelle tute spaziali degli astronauti.



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