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CHIMICA/ Dalla California arriva il diamante aerogel ultraleggero

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Torniamo ora al nostro carbonio: sono noti areogel di carbonio, la fase solida è data da carbonio amorfo. Ma la storia non è ancora finita. In un recente articolo sulla rivista dell’Accademia delle Scienze statunitense, viene riportato il lavoro di un folto gruppo di ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory e dell’Università di Berkeley che sono riusciti a trasformare la grafite di un normale areogel di carbonio in diamante.
L’eccezionalità dell’operazione è data dall’elevatissima pressione, vista in precedenza, a cui si è dovuto sottoporre una struttura sostanzialmente delicata come un areogel per ottenere la trasformazione. La pressione applicata è stata superiore a 20 GigaPascal, mentre il campione veniva scaldato da un laser a circa 1300 °C, occorre notare che pressioni simili si possono ottenere solo ponendo il campione tra incudini di diamante: ancora il carbonio!
La conclusione non sarà certo un diamante superleggero incastonato in un anello, ma date le eccezionali proprietà ottiche del diamante e la possibilità di modularle durante la formazione dell’aroegel le applicazioni più prevedibili sono nel campo dell’ottica.




Diagramma delle fasi del carbonio: indica a che temperatura e pressione si ha il solido (grafite o diamante), il liquido o il vapore. Tenere presente che la pressione atmosferica al livello del mare è 101325 Pa (Pascal), mentre 1 GPa è un miliardo di Pa, ovvero 10000 atmosfere. Dal grafico si vede che per trasformare la grafite in diamante (freccia rossa) occorrono una decina di GPa.



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