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BATTERIO KILLER/ L’infettivologo: vi spiego da dove viene l’epidemia da Escherichia coli

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Una coltura batterica (Immagine FOTOLIA)  Una coltura batterica (Immagine FOTOLIA)

 

Un evento epidemico come quello del batterio O104:H4 deve allarmare per la gravità del fenomeno. Il cosiddetto «batterio killer» appartiene alla «quasi specie» degli Escherichia coli ed è nato da una mutazione genetica. Quando un Coli si seleziona non è facile da curare, anche se si tratta di una comunissima infezione delle vie urinarie. Si tratta di batteri che contaminano spesso l’intestino, acquisendo quindi tutte le abitudini degli esseri umani e diventando in grado di vincerne le difese, compreso l’utilizzo di antibiotici. L’O104:H4 inoltre ha l’inconveniente, come il ceppo di Coli chiamati enterotossigeni, di eliminare tossine. Quando si uccidono questi batteri, si liberano le tossine accumulate al loro interno. L’effetto è quello di provocare l’insufficienza renale che poi porta alla morte.

Fino a che punto rischiamo di trovarci di fronte a una pandemia?

Stiamo parlando di un evento piuttosto comune, tanto è vero che le organizzazioni della salute in Europa non hanno instaurato pratiche di quarantena come per altre malattie che si sono diffuse in passato, tra cui per esempio la Sars. Quella da O104:H4 è un’epidemia che nasce dall’ambiente naturale in cui il Coli si sviluppa, e non è invece un evento epidemico eccezionale trasportato da Paesi lontani. Inoltre non abbiamo evidenze di trascuratezza sul piano epidemiologico legate a processi della catena alimentare. La speranza ora è che il fenomeno si autolimiti, ma bisognerà comunque intervenire per evitare che si trasmetta ulteriormente.

Ma come avviene la selezione dei batteri fino a produrre germi in grado di uccidere?



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