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BATTERIO KILLER/ L’infettivologo: vi spiego da dove viene l’epidemia da Escherichia coli

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Una coltura batterica (Immagine FOTOLIA)  Una coltura batterica (Immagine FOTOLIA)

 

I batteri in media cambiano il loro patrimonio genetico nell’arco di 24 ore. Specie preesistenti combinandosi tra loro danno origine a specie diverse da quelle da cui traggono origine. Si tratta si un processo biologico molto frequente in natura. E’ quello che è avvenuto nel caso dell’O104:H4.

E’ teoricamente possibile che si tratti di un esperimento sfuggito al controllo?

Non ho elementi per escluderlo con certezza. Dobbiamo però tenere conto del fatto che la natura quotidianamente espone al rischio di combinazioni di ceppi batterici, che è un fatto normalissimo e che avviene tutti i giorni. Ciascuna persona elimina dai 10 ai 100 miliardi di Escherichia coli al giorno, e al mondo esistono 6 miliardi di esseri umani. Inoltre in laboratorio il Coli è utilizzando abitualmente in larga scala, per esempio è il ceppo batterico a partire dal quale si costruiscono le proteine. L’ipotesi da prendere in considerazione innanzitutto è quindi che si tratti di una sfortunata casualità, perché non sarebbe un evento inatteso. Anche se non va esclusa neppure la possibilità che si tratti di batteri sfuggiti dal laboratorio. In ogni caso la diffusione epidemica non è così immediata e diretta: finora abbiamo avuto 2000 casi con meno di 20 morti, la mortalità è quindi inferiore all’1%.

Ma esistono delle epidemie simili a questa avvenute in passato?

La più famosa è quella dell’Escherichia coli di tipo O107:H7. In questo caso la responsabilità è stata della società Cargill che produceva hamburger: invece di utilizzare carne di prima qualità Angus, come dichiarato ufficialmente, macellava un frullato di carcasse di animali. Nel 1994 questo ha dato vita a un’epidemia che ha causato tra 600 e 700 morti l’anno negli Stati Uniti, continuando a colpire anche l’anno scorso.

(Pietro Vernizzi)



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