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MEDICINA/ Silenzio in sala (operatoria)

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«I risultati del nostro studio – ha dichiarato uno degli autori, Guido Beldi, del Dipartimento di chirurgia viscerale e medicina dell'Ospedale universitario di Berna - suggeriscono che i livelli di rumore più alti nelle sale operatorie potrebbero indicare situazioni di difficoltà dell'intervento, un ambiente stressante, scarsa disciplina o concentrazione. Ognuno di questi fattori potrebbe far aumentare il rischio di SSI e di altre complicazioni».
Notevoli risultano le conseguenza della SSI: i pazienti sono costretti a restare in ospedale per una media di 7-13 giorni in più; con l’ulteriore implicazione di un aumento del costo di degenza che può arrivare a triplicarsi.
Adesso che l’allarme è stato lanciato bisognerà evitare che si traduca in un allarmismo. Sono senz’altro necessari ulteriori studi sulla fonte del rumore nelle sale operatorie e delle specifiche conseguenze che può avere sul comportamento e sul rendimento dei chirurghi. Bisognerà vedere se non ci sono altri parametri clinicamente importanti oltre a quelli considerati dai medici svizzeri e potranno essere interessanti le indagini estese ad altri centri e ad altre situazioni con le quali operare opportuni confronti. Si può comunque affermare che quello trovato dai ricercatori di Neuchâtel e Berna è più di un indizio.

(Michele Orioli)

 



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