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BATTERIO KILLER/ Lazzarin (San Raffaele): ecco perché l'epidemia non è stata sconfitta

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Quindi? «L’unica alternativa – spiega - «rimane una sollecitazione a usare le norme igieniche e utilizzare le fonti alimentari in maniera più adeguata. Siamo inermi, ma basta lavarsi accuratamente le mani e non mangiare verdure crude senza prima averle lavate (meglio, in ogni caso, cuocerle, perché il batterio muoia); il controllo è molto semplice. Purtroppo, a volte, applicare regole semplici non è automatico. Basti pensare ai bambini o agli anziani». In questo, le autorità dovrebbero darsi da fare: «La politica e i media dovrebbero preoccuparsi di realizzare campagne mediatiche martellanti per far capire che l’unico metodo per tutelarsi dal batterio sono le norme igieniche sopraelencate. Da questo punto di vista, mi pare che l’Italia, che non è un territorio particolarmente a rischio, sia carente».

La Comunità scientifica, dal canto suo, non può fare altro che «cercare di fare in modo che il batterio non prenda il controllo sugli altri e non si dissemini. Questo lavoro si fa con il controllo delle fonti, provocandogli svantaggi biologici nei confronti della maggioranza dei germi per fare in modo che abbiano la meglio su di lui».

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