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ENERGIA/ Il calore disperso diventa una risorsa: grazie ai nanofili

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Con la nuova tecnologia si potrà sfruttare direttamente il calore solare  Con la nuova tecnologia si potrà sfruttare direttamente il calore solare

Agli albori dell’era dell’elettricità, nel 1821, vent’anni dopo la celebre dimostrazione davanti a Napoleone della pila di Volta, il fisico estone Thomas J. Seebeck scoprì un fenomeno termoelettrico per cui, in un circuito costituito da coppie di conduttori metallici o semiconduttori, una differenza di temperatura può generare elettricità. Il principio è comunemente noto come “effetto Seebeck” ed è alla base della realizzazione delle termocoppie. Potrebbe anche essere utilizzato per la costruzione di convertitori termoelettrici: finora però è stato scarsamente sfruttato dall’industria energetica con tale finalità, principalmente perché il rendimento dei convertitori è di norma modesto a fronte di costi di produzione troppo elevati.

Ora sembra esserci una novità.

I nanotecnologi del dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca hanno infatti sviluppato un know-how in base al quale hanno potuto brevettare una serie di invenzioni che consentono la produzione su scala industriale di generatori ad alta efficienza che impiegano materiali di larga reperibilità (silicio policristallino). È noto da tempo che i nanofili di silicio garantiscono una resa maggiore in termini di produzione energetica e una più ampia possibilità di impiego dei convertitori rispetto a quanto attualmente accade con i dispositivi basati su tellururi di piombo o bismuto.

Gli scienziati milanesi hanno così ideato un processo relativamente semplice e di industrializzazione poco costosa, in grado di realizzare pile di nanofili di silicio con le attuali tecnologie microelettroniche e altre nanostrutture ancora più semplici e meno costose. Hanno in tal modo risolto il problema dei costi di realizzazione delle nanostrutture, che spesso ha limitato le prospettive aperte dalle nanotecnologie e da un loro effettivo sfruttamento.

Ecco allora i convertitori termoelettrici di nuova generazione a effetto Seebeck basati su silicio nanostrutturato; per svilupparli sulla base di una metodologia industriale adeguata, l’Università di Milano-Bicocca e la ERG hanno costituito il Consorzio Delta Ti Research. Il Consorzio, interamente finanziato da ERG, coinvolge ad oggi, oltre all’Università di Milano-Bicocca che coordina gli aspetti scientifici del progetto, l’Istituto dei Materiali per la Microelettronica (IMM) del Cnr di Bologna e le Università di Modena e di Verona.



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