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ENERGIA/ Il calore disperso diventa una risorsa: grazie ai nanofili

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Con la nuova tecnologia si potrà sfruttare direttamente il calore solare  Con la nuova tecnologia si potrà sfruttare direttamente il calore solare
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Il valore aggiunto della nuova tecnologia che il Consorzio sta mettendo a punto, consiste nella struttura dei nuovi generatori a effetto Seebeck. L’architettura dei dispositivi di conversione si fonda sulla loro specifica predisposizione alla costituzione di robuste ed efficienti architetture plurimodulari che consentono di realizzare convertitori per tensioni e potenze elevate. Inoltre, le modalità di realizzazione ne dovrebbero permettere il passaggio su scala industriale in tempi relativamente brevi.

I generatori Seebeck possono essere molto versatili. Grazie alle caratteristiche di compattezza, efficienza e capacità di produrre energia in maniera costante e in assenza di fonti di approvvigionamento consistenti, il loro impiego è stato fin qui principalmente rivolto a contesti nei quali altre fonti energetiche risultano sostanzialmente indisponibili. Essi si prestano infatti molto bene ad equipaggiare le sonde per l’esplorazione dello spazio profondo che non possono utilizzare i pannelli solari. Gli impieghi terrestri sono invece stati sempre rivolti a scenari in cui piccole potenze elettriche disponibili localmente hanno un elevato valore d’uso, come ad esempio nella velica off-shore o in ambiti rurali.

Rendimenti più elevati e costi di produzione più ridotti potranno comunque modificare in modo rilevante le loro  modalità d’uso. La disponibilità di dispositivi basati su silicio policristallino  nano strutturato costruiti con le stesse tecniche impiegate per produrre i comuni microchip, autorizza a immaginare qualcosa di equivalente a una nuova fonte energetica rinnovabile e distribuita, il calore disperso a bassa temperatura, la cui disponibilità a livello mondiale può essere stimata nell’ordine di 15.000 gigawatt.

I settori potenzialmente oggetto della nuova tecnologia saranno quindi il recupero energetico da fonti a bassa-media temperatura, quali reflui di calore industriale e automotive, e lo sfruttamento diretto del calore solare. Inoltre, tali dispositivi ben si prestano anche alla produzione di freddo senza parti in movimento, con applicazioni che vanno dalla refrigerazione industriale a quella civile, dalla sensoristica al controllo termico della strumentazione elettronica.

(Michele Orioli)



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