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TECNOLOGIA/ Quell’applicazione anti-tamponamento che mette le auto in “rete”

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Il segnale deve essere ritrasmesso, ma in modo selettivo, evitando cioè che le macchine inizino a rimbalzarsi il messaggio in maniera incontrollata, rischiando di saturare la banda a disposizione. Analoghi sistemi di comunicazione a rete prevedono, proprio per questo motivo, che il segnale venga riemesso dal ricevente più lontano. Ma se il ricevente più lontano si trovasse in situazioni non ottimali per la ri-emissione, per esempio fosse dietro un camion che ne limita la capacità di trasmissione, o vicino a qualche barriera antirumore, ci sarebbero problemi per la propagazione del segnale.
Come evitare queste situazioni? Qui sta la vera particolarità del sistema ideato dagli Italiani: la macchina incaricata della riemissione, infatti, non è la più lontana dal segnale originario, bensì quella che ha la possibilità di rispedirlo il più lontano possibile. Essendo tutte “coscienti” delle condizioni di ciascuna macchina nella rete, la macchina nelle migliori condizioni sa -quando è il momento giusto- che tocca a lei rilanciare il segnale. Senza il network questa informazione così importante non la si potrebbe conoscere secondo per secondo.
La ricerca è svolta in collaborazione con la University of California: proprio a Los Angeles, insieme agli ingegneri della Toyota, inizieranno le prove su strada sui viali e le autostrade della California. La stima dell’efficacia di questo tipo di sistema è notevole: gli scienziati pensano infatti di ridurre il numero di incidenti per tamponamenti a catena di almeno il 40%. E il bello è che lo si può ottenere con tecnologie già mature e a disposizione di tutti: come dotazione hardware basterebbero infatti i navigatori satellitari, o si potrebbe impiantare agevolmente un prodotto ad hoc nei cruscotti di centinaia di migliaia di auto.
A questo punto saremmo pronti per il vero obiettivo di largo respiro inseguito da Italiani e Americani: portare internet sulle automobili a basso costo. E così, perfettamente informati sulle condizioni di sicurezza della strada di fronte a noi, i passeggeri potrebbero continuare a navigare sulle strade virtuali della rete globale.



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