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FISICA/ Da LHC agli altri esperimenti alla caccia delle particelle "oscure"

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La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)  La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)

Dopo l’edizione del 2009 a Cracovia, quest’anno è stata Grenoble a ospitare Hep 2011, la conferenza organizzata dalla European physical society sulla fisica delle alte energie. La conferenza è tra le più importanti a livello mondiale e ha radunato un numero particolarmente elevato di fisici di ogni provenienza.

Molti sono i risultati presentati: si spazia dalla fisica dei neutrini alla materia oscura, dalla teoria supersimmetrica alla ricerca del bosone di Higgs. All’ora di pranzo si è tenuta un’intensa press conference, dove le domande sono state rivolte soprattutto al Direttore generale del Cern, Rolf-Dieter Heuer. Nella modesta platea di giornalisti erano presenti anche personaggi del calibro di George Smooth, Luciano Maiani e Sheldon Glashow.

La prima domanda, rivolta dall’inviato della rivista Nature al Direttore è forse un po’ provocatoria. Dopo più di un anno di funzionamento di LHC ancora non ci sono state grandi evidenze che suggeriscano la presenza di nuova fisica al di là del Modello Standard. Non dovremmo dirci per lo meno sconcertati da questo? Ma come subito risponde Heuer, c’è grande ottimismo. Il lavoro svolto finora attorno a questa macchina straordinaria è di altissimo livello e lo dimostrano i dati e le analisi svolte dalle collaborazioni sperimentali.

Molti dei risultati presentati durante la conferenza, infatti, includono i dati più recenti e questo significa che il lavoro assolutamente non banale di analizzarli è stato svolto nei pochi giorni antecedenti la conferenza stessa, dimostrando grande efficienza e competenza. Non bisogna dimenticare che il funzionamento di LHC è previsto per i prossimi vent’anni: siamo quindi solo all’inizio.

Per determinare con certezza e precisione effetti di nuova fisica è necessario un enorme numero di collisioni per avere la statistica sufficiente a determinare nuovi fenomeni. Il lavoro del fisico richiede una grande pazienza e sull’esistenza o la non esistenza della “particella di Dio”, che spiegherebbe la massa delle particelle del Modello Standard, si potrà dire qualcosa probabilmente già verso la fine del 2012.



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