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FISICA/ Da LHC agli altri esperimenti alla caccia delle particelle "oscure"

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La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)  La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)

Qualunque cosa succeda a LHC nei prossimi anni, sia che si osservi l’Higgs sia che si decreti la sua non-esistenza, molte porte verranno aperte (e altre verranno chiuse). Se il bosone risultasse essere “leggero” potrebbe essere proprio un “Standard Model Higgs” che completerebbe quindi la teoria del Modello Standard, ma ancora ci sarebbe la possibilità per un bosone di Higgs supersimmetrico. Cosa che sarebbe invece esclusa per range di massa al di sopra dei 150 GeV.

Questo modello, che negli ultimi decenni ha descritto la fisica delle particelle elementari con grande accuratezza, potrebbe risultare completo o potrebbe avere bisogno di una “teoria complementare”, come per esempio la supersimmetria. Per poter dire qualcosa di preciso su questa teoria in questo range di energie sarà necessario disporre di una statistica dieci volte maggiore e probabilmente sarà anche necessario elevare l’energia alla quale avvengono le collisioni.

Durante la conferenza stampa si è parlato di diversi altri ambiti in cui l’aspettativa è alta. Uno di questi è la fisica delle astroparticelle. Nell’esperimento K2K, impegnato nella misura di oscillazioni di neutrini, è stato possibile osservare in un fascio inizialmente puro di neutrini la comparsa di neutrini elettronici. Questo permetterebbe la misura del terzo angolo di mixing della matrice che relaziona gli autostati di massa e quelli di sapore dei neutrini (l’equivalente nel settore leptonico della famosa matrice Cabibbo Kobayashi Maskawa), permettendo così di accedere al parametro delta, che getterebbe nuova luce sull’asimmetria materia-antimateria.

Sempre nel campo delle astroparticelle, nella ricerca di Wimps (Weakly interacting massive particles) impressiona la velocità con cui diversi esperimenti in tutto il mondo stanno migliorando la loro sensibilità, in regioni di energia differenti. C’è chiara complementarietà con LHC: queste particelle, che se osservate potrebbero spiegare la materia oscura, devono potersi ritrovare anche nelle collisioni prodotte nel Large Hadron Collider.



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