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CLIMA/ Dal Canada all’Australia, tutti i segreti di un anno da caldo record

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Di fronte al forte caldo, in città le fontane diventano oasi di refrigerio (Foto Imagoeconomica)  Di fronte al forte caldo, in città le fontane diventano oasi di refrigerio (Foto Imagoeconomica)

Passando alla temperatura superficiale del mare, anche con un andamento moderato-forte de La Niña nella seconda metà dell’anno - associato ad acque equatoriali più fredde nel Pacifico tropicale - per il 2010 la temperatura media globale della superficie del mare è stata la terza più calda registrata. Contemporaneamente, il livello del mare ha continuato a crescere.

Interessante anche il dato della salinità oceanica: gli oceani sono stati più salati rispetto alla media nelle aree ad alta evaporazione e sono stati più freschi della media nelle aree di precipitazioni elevate, suggerendo che il ciclo dell’acqua si sta intensificando. Infine, i gas serra, le cui concentrazioni hanno continuato a salire. L’anidride carbonica è aumentato di 2,60 ppm (parti per milione), che è più dell’incremento medio annuo registrati dal 1980 al 2010.

Come considerazioni più generali, si può dire che il 2010 è stato caratterizzato da oscillazioni climatiche importanti come quella meridionale di El Niño, l’oscillazione artica e il Southern Annular Mode (Sam): sono alcuni dei più tipici modelli di variabilità climatica su larga scala, che hanno inciso sui climi regionali e hanno contribuito a molti degli eventi meteorologici significativi dell’anno.

Un modello climatico con El Niño molto caldo all’inizio del 2010 ha visto la transizione verso una fresca La Niña in luglio, contribuendo ad alcune situazioni meteorologiche inusuali in tutto il mondo, con impatti diversi nelle varie regioni. L’attività dei cicloni tropicali è stata inferiore alla norma in quasi tutti i bacini, specialmente in gran parte dell’Oceano Pacifico. Il bacino atlantico è stata l’eccezione, con alta attività nell’Atlantico settentrionale, quasi da record. Le forti piogge hanno portato a una primavera umida da record in Australia, ponendo fine a un decennio di siccità.

L’oscillazione artica, nella sua fase negativa per la maggior parte del 2010, ha colpito gran parte dell’emisfero settentrionale portando gelida aria artica a scendere verso sud e aria calda a spingersi a nord. Il Canada ha avuto il suo anno più caldo mai registrato, mentre la Gran Bretagna ha avuto il suo inverno più freddo all’inizio dell’anno e il più freddo dicembre a fine anno. L’oscillazione artica ha raggiunto il suo valore più negativo in febbraio; lo stesso mese diverse città lungo la costa orientale degli Usa hanno avuto i loro maggiori innevamenti.

Quanto al Sam, un modello atmosferico legati alla forza e la persistenza di tempeste circolanti nell’emisfero Sud e attorno all’Antartide ha portato a un massimo di tutti i tempi del volume medio di ghiaccio marino nel freddo e deserto continente sudpolare.

 

(Michele Orioli)



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