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NANOTECNOLOGIE/ Un catalogo riduce i rischi dell’hi-tech “microscopico”

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Da diversi anni le nanotecnologie hanno visto anche applicazioni mediche: le ricerche principali riguardano particelle organiche o inorganiche dotate di particolari sensori. Lo scopo di tali biosensori vuole essere quello di selezionare le cellule tumorali; in questo modo sarebbe possibile da una parte migliorare le immagini diagnostiche per il cancro e dall’altra accedere alla zona tumorale in un modo molto preciso. Un altro tipo di studio riguarda invece l’assunzione dei farmaci. Esistono sostanze che non sono assimilabili per ingestione, per questo motivo si stanno studiando dei metodi per portare e distribuire nel corpo tali molecole facendole trasportare da nanoparticelle, dei “carrelli nanometrici” che possono viaggiare nei vasi sanguigni.

Le nanoparticelle sono le nanostrutture più diffuse e ne esistono di svariati materiali: oro, silice, persino materiali organici. Le più usate sono quelle di argento, che possiedono proprietà antibatteriche e per questo sono in commercio da anni all’interno di prodotti che vanno dal dentifricio al tessuto per i vestiti. Nonostante non ce ne accorgiamo, i nanomateriali sono già sul mercato in centinaia prodotti: dalle lavatrici, ai detersivi, alle mazze da golf.

Nanomateriali e nanostrutture hanno dunque grandissimi potenziali e siamo solo all’inizio. Ciò nonostante, anch’essi possono presentare una certa pericolosità: questa è dovuta al fatto che la riduzione delle dimensioni dei materiali si accompagna a un aumento della superficie esposta. Le conseguenze sono simili a quanto accade allo zucchero: lo zucchero a velo impiega meno tempo a sciogliersi rispetto allo zucchero comune, perché grani più piccoli hanno una superficie maggiore a contatto con il liquido. Allo stesso modo, riducendo le dimensioni dei materiali aumenta la superficie a contatto con l’aria e con le sostanze circostanti, con conseguente aumento della reattività chimica.

Per questo motivo il Joint Research Center (JRC), laboratorio tecnico e scientifico in seno alla Commissione Europea, ha inaugurato i primi standard europei di nanomateriali. L’Istituto per la Salute e la Tutela dei Consumatori del JRC a Ispra, presso Varese, ha inaugurato il primo catalogo con 25 nanomateriali di riferimento. L’introduzione di questi standard ha lo scopo di controllare la qualità dei materiali in commercio e contenere i fattori di rischio.



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