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ENERGIA/ Verso la pila del futuro, piccolissima e "inesauribile"

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La ricerca di nuovi metodi di produzione di energia interessa sempre di più grandi settori della ricerca di base e applicata. Di fatto, l’invenzione di generatori super-efficienti e lo sfruttamento di nuove risorse energetiche a basso impatto ambientale rappresentano l’eldorado prossimo venturo, e tutti - anche i non addetti - sono interessati e affascinati da questa sempre nuova e sorprendente superdisciplina tecnico-scientifica.

Il bisogno (di energia) aguzza l’ingegno. E allora si inizia a guardare con occhi nuovi tutto ciò che ci circonda: per esempio, si può considerare il fatto che i nostri movimenti, o le vibrazioni che imprimiamo all’aria quando parliamo, avvengono perché un certo quantitativo di energia è stato messo in gioco in qualche tipo di trasformazione. Se trovassimo un modo efficiente di convogliare e ri-trasformare questa energia libera potremmo riutilizzarla per il funzionamento di qualche dispositivo elettronico.

Questo è proprio quello che stanno facendo ricercatori di alcune università americane, dal prestigioso Mit (Massachussets Institute of Technology) alla Georgia Tech, dalla Princeton University alla University of California, e in parallelo alcuni altri in Corea: hanno pensato di sfruttare una proprietà delle configurazioni cristalline, la piezoelettricità, che fa sì che quando è sottoposto a determinate vibrazioni il cristallo produca corrente.

L’idea è semplice, quasi banale: mettiamo dei cristalli in diversi dispositivi e facciamo in modo di spillare da essi l’eventuale corrente che generano le vibrazioni cui sono soggetti, siano esse acustiche, come la voce o il rumore, o dovute a urti, accelerazioni e movimenti, per alimentare il nostro “oggetto” elettronico. Pensiamo a cosa vorrebbe dire se una tecnica del genere funzionasse su scale significative: niente più carica batterie per l’iPod e per il telefonino, per esempio. Potremmo ricaricarli urlandoci dentro o agitandoli.

Ma come siamo messi a fattibilità? La realizzazione di micro-generatori di questo tipo è più vicina di quanto si pensi: si sono già realizzati prototipi di sensori in grado di generare un segnale radio a diversi metri di distanza se sottoposti a sforzo meccanico. Non solo: in alcune automobili, per esempio, si utilizza un cristallo piezoelettrico per l’innesco dell’airbag. Le realizzazioni differiscono per il particolare tipo di reticolo cristallino utilizzato, ma il principio di funzionamento è lo stesso per tutti, la piezoelettricità.



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