BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ENERGIA/ Un impianto protetto dal dio Sole e attivato dai sali fusi

Pubblicazione:

Produrre energia in Egitto (Fotolia)  Produrre energia in Egitto (Fotolia)
<< Prima pagina

I sali fusi sono una mistura composta al 60% da Nitrato di Potassio (NaNO3) e al 40% da Nitrato di Sodio (KNO3); generalmente vengono utilizzati come fertilizzante in agricoltura e quindi disponibili in grandi quantità e a basso costo. Tra le loro caratteristiche ci sono: la non infiammabilità né tossicità e le proprietà di un buon trasportatore di calore (alto coefficiente di scambio termico, elevata capacità termica, elevata densità, bassa pressione operativa); e soprattutto le alte temperature operative, che possono raggiungere i 550 °C, aumentando così l’efficienza dell’impianto.

Con tali fluidi, gli impianti solari termodinamici producono energia senza emissioni inquinanti e senza utilizzare materiali tossici o pericolosi: i fluidi usati in precedenza erano spesso infiammabili e tossici e per motivi di sicurezza non era possibile realizzare un serbatoio di accumulo.

I tubi poi avranno un rivestimento spettralmente selettivo e una particolare tecnica costruttiva in grado di assicurare il massimo rendimento della luce solare (massimo assorbimento e minima emissione). Inoltre, l’integrazione dell’impianto solare con generatori alimentati a combustibili alternativi (preferenzialmente biomasse) rende l’intero sistema ancora più flessibile, garantendo una maggiore  continuità nella produzione di energia.

Il progetto MATS si articolerà in tre fasi: nella prima, ogni singolo componente dell’impianto viene sviluppato mediante sperimentazione e modellazione numerica; nella seconda si provvederà alla costruzione dell’impianto completo all’interno del Campus universitario della Città della Scienza e Tecnologia di Borg-el-Arab, vicino Alessandria d’Egitto. L’ultima fase del progetto sarà dedicata alla dimostrazione sperimentale dell’impianto, che avrà la capacità di co-generare 1 MW di energia elettrica e 4 MW di energia termica per alimentare apparecchiature di climatizzazione di edifici e un dissalatore da 250 metri cubi al giorno.

Coordinato dall’ENEA, il progetto MATS vede la partecipazione di altri enti di ricerca (il francese CEA, il tedesco ISE del centro Fraunhofer e gli egiziani ASRT e NREA), di università (la britannica University of Cranfield) e di partner industriali nazionali (Tecnimont KT, Ronda Group e Archimede Solar Energy) ed egiziani (Orascom Construction Industries e Delft Environment).

 

(Michele Orioli)

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.