BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ENERGIA/ Batterie nei nanofili, per un mondo... senza fili

Pubblicazione:

Le nanobatterie  Le nanobatterie

I recenti miglioramenti nelle tecniche di produzione hanno consentito di inserire catodo e anodo all'interno dello stesso nanofilo, dove sono affogati in una matrice di ossido di polietilene che funge sia da gel elettrolitico in cui sono immagazzinati ioni litio, sia da isolante fra i vari nanofili. Più precisamente, il dispositivo elettrochimico composito prevede una nanostruttura con i nanocavi che fungono da anodo (Ni-Sn, nickel e stagno) e catodo (polianilina, PANI) confezionati all'interno di un polimero separatore. Utilizzando LiPF6 (Esafluorofosfato di litio) come elettrolita, il sistema elettrochimico agisce secondo un meccanismo ibrido basato sull’intercalazione (cioè l’inserimento alternato) del litio all'anodo e sul drogaggio di PF6  al catodo.

I dispositivi di accumulo di energia così realizzati possono essere assemblati in schiere (array) e collegati in modo perfettamente scalabile. Le prime sperimentazioni hanno mostrato capacità di circa 3 µAh/cm2 a un tasso corrente di 0,03 mA/cm2. Il risultato è soddisfacente, ma i ricercatori stanno cercando di mettere a punto nuovi materiali che consentano di aumentarne la capacità di carica e scarica, che attualmente diminuisce dopo una ventina di cicli. Lo stesso Gowda ha dichiarato che «C'è molto da fare per ottimizzare i dispositivi in termini di prestazioni. L'ottimizzazione del separatore polimerico e il suo spessore e l'esplorazione di diversi sistemi di elettrodi potrebbe portare a notevoli miglioramenti».

In settori come questo più che mai la tecnologia rivela la sua aspirazione (o pretesa?) a sfidare i limiti; e ciò la costringe ad essere perennemente nella fase di work in progress.

 

(Michele Orioli)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.