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TESTIMONI/ Padre Busa con i Gigabyte alla radice del "mistero uomo"

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Padre Roberto Busa  Padre Roberto Busa

Linguistica sarebbe la disciplina nella quale collocare la sua opera, ma è evidente che la definizione accademica è troppo stretta per identificare il gigantesco studio che l’ha portato a fondare l’informatica linguistica. Uno studio iniziato in sordina nel 1941, presso la Pontificia Università Gregoriana, con la paziente analisi del termine “in”, preposizione e prefisso, in alcuni testi di san Tommaso per i quali compila a mano (non esistevano ancora i PC) un totale di 10.000 schede.

L’informatica, però, è prossima al debutto e padre Busa vi entra da una delle porte principali, trovandosi proiettato, nel 1949, in uno dei templi della nascente tecnologia: è a New York, dove riesce a convincere l’IBM a sostenere il suo progetto di analisi computerizzata integrale del lessico di san Tommaso.

Una proposta originale, dato che lo sviluppo del computer sembrava indirizzato esclusivamente al calcolo numerico ed erano impensabili applicazioni ad altri campi del sapere. Parte così la monumentale opera che porterà all’Index Thomisticus e che farà di padre Busa il pioniere del Digital Humanities (impiego di macchine per studi umanistici). Tra 1949 e il 1980, alla guida di equipe di ricercatori entusiasti dislocati tra l’Aloisianum di Gallarate (centro dell’operazione), Milano, Pisa, Venezia e Boulder (Colorado), padre Busa esamina puntualmente undici milioni di parole latine e altrettante in 22 altre lingue e 8 alfabeti, per arrivare alla fotocomposizione computerizzata e alla pubblicazione dei 56 volumi dell’Index: 39 volumi di concordanze, 10 di indici con 86 tavole di diverse classificazioni lessicali.

Nel frattempo, il panorama dell’informatica si sta trasformando: cresce la potenza di elaborazione dei computer, il dialogo uomo-macchina diventa più familiare e si aprono gli insospettati scenari applicativi della multimedialità. Padre Busa è sempre in prima fila e porta con sé nei nuovi spazi dell’informatica “il suo san Tommaso”: l’Index va su CD Rom e diventa un archivio elettronico da 1,6 Gigabyte sul quale ogni frase dell’opera dell’Aquinate può essere analizzata a livello grafico, morfologico, sintattico e lessicale.



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