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VERSO IL MEETING/ Quelli che dividono gli atomi per studiare archeologia

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L'Isis che sorge nei pressi di Oxford  L'Isis che sorge nei pressi di Oxford

La ricerca effettuata ad ISIS con i neutroni negli ultimi anni sta aiutando, ad esempio, a mantenere la sicurezza degli aerei in volo, a curare i bambini che nascono con piccole malformazioni delle labbra o del palato (labbro leporino), ma anche a capire le origini dei manufatti archeologici, o a progettare materiali per l’immagazzinamento di idrogeno per realizzare automobili ecologiche (a emissione zero). L’anno scorso ISIS ha aperto una seconda stazione bersaglio, aumentando la sua capacità di ricerca nell’ambito della materia soffice e delle bioscienze. Ora ha pertanto più di 30 strumenti, ognuno dei quali è ottimizzato per diversi tipi di esperimento, ovvero per fornire informazioni diverse e complementari su campioni.

 

Di che strumenti si tratta?

 

Abbiamo dei diffrattometri, per analizzare la struttura a livello atomico (cioè dove sono gli atomi); dei riflettometri, per studiare le superfici e le interfacce (quando mettiamo a contatto due materiali diversi, ad esempio acqua e sapone); degli spettrometri, per misurare l’energie dei neutroni diffusi e così fornire informazioni su movimenti atomici (cioè come si muovono gli atomi e quali forze li agitano e li legano).



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