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TUBERCOLOSI/ Infermiera malata al Gemelli, rischio epidemia neonatale? Il parere dell'esperto

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Un neonato che piange (Immagine Fotolia)  Un neonato che piange (Immagine Fotolia)

Una infermiera del reparto neonatologia del Policlinico Gemelli ha scoperto di essere ammalata di tubercolosi. La donna è stata sospesa dal lavoro. Ma la paura di un contagio in un reparto come quello di neonatologia ha portato immediatamente i responsabili a lanciare un controllo su almeno mille bambini, tutti quelli nati in periodo recente (Clicca qui per approfondire).

IL PARERE DELL'ESPERTOIlSussidiario.net ha chiesto delucidazioni al dottor Adriano Lazzarini, infettivologo presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. "Purtroppo non è assolutamente vero che un caso di tubercolosi possa non svilupparsi in ambiente ospedaliero" (Clicca qui per saperne di più).

LE NASCITE A RISCHIO - Il periodo delle nascite considerato a rischio copre quello compreso tra il mese di marzo e luglio. La tubercolosi infatti ha un periodo di sviluppo di circa dodici settimane con sintomi molto specifici: febbre e tossi persistenti. La tosse è uno dei maggiori veicoli di contagio, dato che i bacilli della tubercolosi si trasmettono per via aerea. Quello che lascia maggiormente perplessi di questa situazione è che un caso di tubercolosi, malattia peraltro relativamente poco diffusa nei paesi europei occidentali rispetto a quelli del terzo mondo, si possa sviluppare addirittura in ambiente ospedaliero.

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