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VERSO IL MEETING/ L’anno della chimica tra atomi e quark

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Un diffrattometro a raggi X  Un diffrattometro a raggi X

La mostra “Atomo: indivisibile? Domande e certezze nella scienza”, curata da Euresis al Meeting di Rimini, celebra due ricorrenze “atomiche”: i cent’anni della scoperta del nucleo dell’atomo nel laboratorio di fisica di Ernest Rutherford e il centenario del Nobel per la chimica assegnato a Maria Curie, in onore della quale l’Onu ha dichiarato il 2011 Anno Internazionale della Chimica. Peraltro lo stesso Rutherford, tre anni prima aveva vinto il Nobel per la chimica; circostanza che il fisico neozelandese aveva ironicamente commentato così: «Ho avuto a che fare con molte differenti trasformazioni in vari periodi, ma le più rapide sono state le mie trasformazioni istantanee da fisico a chimico».
Se nella mostra l’esperimento di Rutherford ha un ruolo centrale, anche come allestimento, non manca tuttavia il percorso che indica come la chimica abbia accolto e sviluppato la sua scoperta. Ne parlano Sergio Riva, direttore dell'ICRM-CNR, e Raffaella Soave, dell’università degli studi di Milano, nel catalogo che accompagna la mostra.
Riva cita la celebre affermazione di uno dei padri della chimica organica, Friedrich August Kekulé: “Anche se il progresso scientifico condurrà un giorno a una teoria della costituzione degli atomi chimici, per quanto importante tale conoscenza potrà essere per la generale filosofia della materia, essa porterà piccole differenze alla chimica. Gli atomi chimici saranno sempre i blocchi della costruzione chimica”; una frase, scritta a metà Ottocento, che è risultata profetica: infatti ancora oggi la particella elementare per il chimico è l’atomo nel suo insieme.
Ma allora come i chimici hanno tratto vantaggio dalle osservazioni di Rutherford per approfondire la conoscenza della struttura delle molecole ? Una delle domande a cui la chimica ha cercato di rispondere è “perché e come gli atomi si legano tra di loro per costituire le molecole?” Sappiamo, per esempio, che quando due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno si uniscono a formare una molecola d’acqua, i tre atomi non si fondono a livello nucleare e rimangono tre realtà distinte. Eppure sono davvero legati tra di loro, al punto che oggi possiamo “vedere” la loro posizione nello spazio con una precisa geometria.



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