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SCOPERTE/ Se il meteo di Saturno segna “pioggia” è colpa della luna (Encelado)

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Un'immagine di Encelado (Foto Ansa)  Un'immagine di Encelado (Foto Ansa)

L’atmosfera di Saturno è nota per il suo contenuto di tracce gassose negli strati più profondi, mentre la presenza di acqua nella sua atmosfera aveva finora rappresentato un grande enigma. Che però ora sembra avviarsi a soluzione grazie all’occhio infrarosso di Herschel, il più grande telescopio spaziale a raggi infrarossi, che vede tra l’altro un notevole apporto italiano, come quello dei ricercatori dell’Inaf-Ifsi di Roma operanti nell’ambito del Key Project scientifico “Hi-Gal: the Herschel infrared galactic plane survey”, finanziato dall’Asi (Agenzia spaziale italiana).

Herschel ha scoperto la causa del gigantesco anello aeriforme che circonda il pianeta: un anello di vapore acqueo le cui dimensioni corrispondono a un raggio che supera di dieci volte quello di Saturno. Ebbene, questa singolare “nube” saturniana sembra essere prodotta da una fonte idrica insospettabile, cioè dall’acqua espulsa da Encelado, la luna di Saturno scoperta 222 anni fa proprio dall’astronomo tedesco Frederick William Herschel. Il comportamento di Saturno è del tutto singolare e non ha alcuna analogia con ciò che avviene sulla Terra: nella nostra atmosfera, infatti, non entra nessuna quantità rilevante di acqua dall’esterno.

Una scoperta del genere è stata possibile soltanto grazie agli infrarossi, che sono la peculiarità della sonda Herschel. La missione, lanciata il 14 maggio 2009 in abbinamento a Planck, è una “cornestone” dell’Agenzia spaziale europea (Esa): col suo specchio di 3,5 metri di diametro (il più grande mai messo in orbita) permette di studiare l’Universo nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso e del submillimetrico con una sensibilità e una risoluzione spaziale senza precedenti.

La radiazione infrarossa e submillimetrica è l’unica che riesca a “perforare” le nubi di polvere e gas che circondano le galassie più antiche e le stelle in formazione. È anche la banda spettrale più sensibile all’emissione degli oggetti freddi. Grazie a queste proprietà, Herschel riesce a osservare le galassie lontane e gli oggetti più remoti del Sistema Solare e permette di studiare la complessa chimica del mezzo interstellare che potrebbe aver fornito al nostro pianeta le molecole prebiotiche da cui è nata la vita.



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