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FISICA/ Il nascondiglio del bosone di Higgs è sempre più vicino

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La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)  La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)

Per ora ciò non è avvenuto, ma le dichiarazioni ufficiali sono comunque interessanti: il comunicato ufficiale del Cern si esprime così: «Ormai il bosone di Higgs non ha più molti posti per nascondersi». Con questa metafora i ricercatori hanno annunciato gli ultimi dati usciti dalla ricerca di LHC e sottoposti in questi giorni alla severa platea dei colleghi di tutto il mondo lì convenuti.

Questo in sintesi il responso di due dei quattro esperimenti, ATLAS e CMS: se l'Higgs esiste, si può escluderne la presenza nella regione di massa compresa tra 145 e 466 GeV (dove i GeV, Gigaelettronvolt, è l’unità di misura della massa-energia, più adatta per indicare la natura fuori dal comune di queste particelle). E si tratta di un’esclusione stabilita con una certezza – per richiamare il titolo del Meeting - del 95 per cento.

Si tratta di indicazioni che vengono dall'enorme lavoro di ricerca permesso dall'ottimo funzionamento di LHC in questi mesi tanto che, spiegano i fisici del Cern, le «analisi attuali sono basate su circa il doppio di dati rispetto a quelle presentata all'ultimo convegno di fisica tenutosi a luglio» a Grenoble (del quale Ilsussidiario.net aveva dato un immediato resoconto).

Ora si tratta di cercare in quell'intervallo tra i 115 e i 145 GeV. «Entro la fine del 2012 avremo dati sufficienti per dire una parola definitiva sull'esistenza dell'Higgs», ha spiegato Fabiola Gianotti, responsabile internazionale dell'esperimento ATLAS. Sembra un tempo lunghissimo, paragonato alla velocità con la quale le particelle ruotano nei tunnel di LHC e alla rapidità delle collisioni tra protoni nei punti di incrocio dei tubi a vuoto.



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