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FISICA/ Il nascondiglio del bosone di Higgs è sempre più vicino

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La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)  La sala controllo di Lhc (Foto Ansa)

Ma, come i suddetti visitatori hanno imparato a conoscere, non bastano alcune evidenze sperimentali, non bastano i segnali su un monitor, anche se pittorescamente rappresentati come nei grandi schermi delle sale controllo di Ginevra e nei colorati video mostrati a Rimini. Ci vuole tanto lavoro di analisi statistica, e ci vuole quella capacità di riconoscere i segnali utili separandoli da quelli secondari; soprattutto bisogna evitare di essere depistati dai segnali di background, dal “rumore di fondo”, sempre presente in qualsiasi indagine sperimentale, come ha magistralmente ricordato nella mattinata di ieri ancora a Rimini il grande fisico-teologo John Polkinghorne davanti a un entusiastico pubblico.

Il ponte con Mumbai però non è concluso: oggi ci sarà la conferenza stampa ufficiale del direttore generale del Cern Rolf Heuer, e sabato i portavoce di un altro degli esperimenti, denominato LHCb, presenteranno le ultimissime misure relative al Modello Standard.

In tutto questo è quanto mai significativa la citazione del grande Isacco Newton che campeggia al termine di uno dei video della mostre dopo una veloce carrellata sui possibili traguardi del “dopo Higgs”: « ... a me sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva insondato davanti a me».

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