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SCOPERTE/ La fonte del gas che mantiene in vita la Via Lattea

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Una immagine grafica degli studi che dimostrano il funzionamento dei gas nella Via Lattea  Una immagine grafica degli studi che dimostrano il funzionamento dei gas nella Via Lattea

In che modo, tecnicamente, siete arrivati a questa scoperta? "Abbiamo potuto usare il telescopio spaziale Hubble. Grazie ad esso, abbiamo potuto identificare 27 stelle intorno alla Via Lattea le cui distanze erano conosciute, e prendere nota dei segnali visivi di luce proveniente da esse". Cioè? "Le nuvole di gas possono essere identificate e studiate perché elementi presenti nelle nuvole stesse assorbono piccole quantità di luce provenienti da una stella o da altre fonti di luce mentre passano da una nuvola dirigendosi verso la Terra. Le tipiche impronte digitali lasciate permettono agli astronomi di determinare le proprietà del gas. Studi precedenti al nostro su queste nuvole di gas ionizzato usavano le luci dei quasar, ma questi sono troppo distanti per identificare esattamente la posizione delle nuvole di gas".

Dunque adesso sappiamo dove si trovano queste nuvole di gas: "Le nuvole di gas ionizzato si trovano in grande parte nell'alone della Via Lattea. Abbiamo potuto concludere che le sorgenti di gas ionizzato sono a circa 40mila anni luce dalla Terra. Una volta conosciute le distanze, abbiamo potuto dimostrare che esse contengono grandi quantità di gas, abbastanza da bilanciare quello che viene impiegato per la formazione di una nuova stella". Quanto è stato utile il telescopio Hubble per questa scoperta? "Abbiamo usato due spettrografi a raggi ultravioletti, uno in particolare che è anche uno degli strumenti più nuovi a disposizione, il Cosmic Origins Spectrograph, che è molto più sensibile di quelli a disposizione in precedenza. Proprio la sua alta sensibilità ci ha permesso di osservare stelle molto più distanti di quanto fosse mai stato possibile prima. Il progetto fu approvato all'interno del Ciclo 17 di Hubble e le stelle studiate dal giugno 2009 al novembre 2010. Una volta che abbiamo messo insieme tutti i dati raccolti,li abbiamo analizzati e cercato le impronte digitali caratteristiche, ma avevamo bisogno di avere a disposizione quelle stelle per fare una comparazione statistica reale conquanto ricavato dai quasar".


(a cura di Paolo Vites)



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